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“Just me”: arriva l’autobiografia di Cavalli

Dalla morte del padre fucilato dai nazisti al successo internazionale: lo stilista fiorentino si racconta in un libro

Roberto Cavalli

”Non aver paura” disse al piccolo Roberto, tre anni soltanto, il padre Giorgio Cavalli quando i soldati tedeschi vennero a prenderlo per fucilarlo. Dal ricordo di quella tragedia prende il via "Just me", l’autobiografia di uno dei più noti personaggi della moda, il fiorentino Roberto Cavalli, che ieri a Milano ha presentato il libro edito da Mondadori.

Un racconto lungo 290 pagine in cui lo stilista racconta (quasi) tutto di sè e della famiglia, delle sue donne, iniziando dalla fondamentale figura della madre Marcella, giovane vedova indotta a risposarsi e poi diventata un’artigiana della moda, un po’ sarta un po’ stilista ante litteram e decoratrice di tessuti con la figlia Lietta. Roberto, il figlio più piccolo, non ha voglia di studiare, pensa piuttosto a far bella figura con le ragazze con uno stile tutto suo e stirandosi la piega dei pantaloni e il colletto sporco dell’unica camicia. Bocciature scolastiche ma anche tante ambizioni: l’incontro con Silvanella, prima moglie e madre dei suoi due figli più grandi, Cristiana e Tommaso.

E poi l’Istituto d’arte, l’incontro con la tintura tessile e il rifiuto di prendere il diploma, il primo lavoretto e le sperimentazioni in un garage-laboratorio.

Le incomprensioni matrimoniali, la vita di uomo separato e quella Ferrari bianca decappottabile “uno dei miei soliti colpi di testa” per far follie ad agosto, che diventata un segno del destino. Proprio grazie alla sua auto Cavalli riesce a imbucarsi a una festa di Mario Valentino, il napoletano famoso negli anni Settanta come creatore di scarpe e borse. Roberto corteggia la bella assistente-designer del padrone di casa e ottiene un appuntamento: riesce a realizzare in tempo un campione di pelle sottile stampata a motivi floreali ma invece di produrre per Mario Valentino –  che si dice entusiasta del prodotto – decide di lavorare per se stesso, per una propria collezione.

Da quel momento è tutta una storia di pelli sexy, stampate a colori anche metallizzati, pelli tagliate e unite a patchwork
: una moda realizzata con sapienza artigianale, sperimentando tutto quello che nessuno aveva osato fare prima. Arriva l’esordio nella sala Bianca di Palazzo Pitti e poi via via tutta l’avventura di un personaggio che non si definisce stilista (”non sono mai stato in grado di disegnare una silhouette”) ma "artista della moda". I grandi personaggi incominciano a interessarsi di lui, gli telefona perfino Sofia Loren.

Ma non è sempre tutto rosa, arrivano anche l’amore infelice, quello per la modella israeliana Hava, la depressione e un tentativo di suicidio
(ma proprio quella notte chiudono il gas per un guasto nella zona). E’ l’incontro con Eva Duringer, tra le candidate a miss Universo (lui fa parte della giuria) ad aprire la seconda parte della sua vita, quella più nota, ricca di altri tre figli (Rachele, Daniele, Robert) e di molti successi.

Ormai Cavalli è il re del maculato, dell’eccesso luccicante. Conquista le copertine di Vogue, apre negozi su negozi e anche un ristorante. Il "trasformatore di tessuti" ha ormai 72 anni e viene quasi da sorridere quando, alla fine del libro, scrive che ”il sesso è pericoloso” e che bisogna tenerlo a bada con l’intelligenza.

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