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La Porta del Paradiso “illumina” Firenze

Presto saranno restaurate anche le Porte nord e sud del Battistero

fasi finali del restauro della Porta del Paradiso, courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto

Dopo un restauro durato 27 anni torna visibile a Firenze la Porta nord del Battistero di Firenze. La porta del paradiso, chiamata così da Michelangelo, si compone di due ante del peso di 4 tonnellate ciascuna. Misura 5,20 metri di altezza, 3 metri in larghezza e 11 centimetri di spessore. I rilievi sulla porta sono 58 di cui 10 grandi e 48 piccole figure che compongono la cornice. La porta non tornerà nella sua collocazione originale ma sarà ospitata nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore all’interno di una grande teca protettiva.

Ci sono 250 metri tra via Bufalini dove furono fuse le porte e il Battistero, 550 metri tra il Battistero e l’Opificio delle Pietre dure, 320 metri tra l’Opificio e il Museo dell’Opera del Duomo. E’ dentro questo triangolo che si svolge tutta la storia della porta del paradiso.

Il capolavoro di Lorenzo Ghiberti ha attraversato i secoli con vicende alterne partecipe della storia italiana. Nel 1401 l’arte calimala di Firenze indisse il concorso che vide tra gli sfidanti i più grandi artisti dell’arte del ‘400. Il concorso fu teatro dello storico confronto tra Brunelleschi e Ghiberti. Le formelle con il sacrificio di isacco dei due artisti, oggi entrambe conservate al museo del Bargello offrono una straordinaria sintesi delle due scuole di pensiero allora presenti in città: l’accoglienza dello stile gotico internazionale da una parte in quella di ghiberti, lo sviluppo delle radici classiche dall’altra che porteranno poi al primo rinascimento in quella di Brunelleschi.

Il 16 giugno del 1452 la porta fu collocata sul lato est del Battistero. Nel 1943 per salvarla dalla guerra fu smontata e portata in un rifugio nella galleria della linea ferroviaria all’incisa. Nel 1948 dopo il restauro di Bruno Bearzi fu nuovamente presentata al pubblico ma il 4 novembre del 1966 l’alluvione la danneggiò pesantemente staccandone 6 rilievi. Nel 1990 si decise di portarla all’Opificio delle Pietra dure e al suo posto venne collocata una copia realizzata grazie al magnate giapponese Motoyama. L’8 settembre del 2012 la porta torna finalmente visibile a tutti.

Se è stata un’indiscussa protagonista della storia dell’arte del primo ‘400 la porta è oggi anche protagonista della storia del restauro, sulla sua pelle si sono fermate le mani di moltissimi scienziati, ricercatori e restauratori che nel corso degli anni si sono avvicendati creando un vero e proprio caso di studio e realizzando una delle eccellenze del restauro fiorentino. Dall’acido all’immersione nei sali di Rochelle fino all’utilizzo di un nuovo laser messo a punto dai fisici del CNR di Firenze che riesce a bruciare i depositi presenti sull’oro con un tempo di azione molto ridotta in modo che il calore non abbia il tempo di propagarsi al Bronzo.

Ma il lavoro dell’Opera del Duomo e dell’Opificio delle pietre dure non si ferma qui, si sta progettando di restaurare nei prossimi anni anche la porta nord di Lorenzo Ghiberti e la porta sud di Andrea Pisano. Per raccogliere i fondi necessari per i lavori è stata fondata l’Associazione Guild of the Dome formata da imprenditori di tutto il mondo che provengono da Usa, Israele, Cina, India, Messico. Non sappiamo se con la loro generosità si conquisteranno il paradiso sicuramente lasceranno un’impronta indelebile nei secoli nella città di Firenze.

Per festeggiare questo momento "storico" per la città di Firenze Andrea Bocelli e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino saranno insieme per un concerto di musica sacra davvero inedito, che andrà in scena sabato 8 settembre nella splendida cornice della Cattedrale di Firenze.

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