La povertà in Africa? Si combatte con internet

Un istituto di ricerca toscano tra i pionieri della rete nel continente

La grande rete come arma per favorire lo sviluppo, la stabilità, la sostenibilità e la sicurezza in Africa. E' questo l'obiettivo di una “missione” tutta toscana, che nel lontano 1986, agli albori di internet, introdusse il web nel continente. A oltre venti anni di distanza si tiene a Nairobi, in Kenya, un summit su questo argomento, nato sotto l'egida dell'Onu e che vede tra i protagonisti l’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) .

Si tratta della quinta edizione dell’Internet Governance Forum (Igf), che vedrà fino al 30 settembre la partecipazione di un centinaio di paesi, istituti di ricerca internazionali e operatori del mondo della rete. “Il mandato del Forum - piega Stefano Trumpy, ricercatore associato dell’Iit-Cnr - è quello di fare il punto sugli elementi chiave della governance di internet al fine di promuoverne la sostenibilità, la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo”.

L'istituto  condurrà anche una missione socio-educativa, raccontando agli studenti che partecipano al summit la storia della nascita di internet in Africa. Il Cnr pisano, con l’allora Istituto Cnuce, è stato infatti uno dei pionieri nell’implementazione di internet nel continente già dal 1986: quando, grazie a un finanziamento di circa un milione di dollari del Governo italiano, pose le basi per favorire i primi collegamenti in sedici paesi africani.

Il progetto Rinaf-Regional Informatics Network for Africa patrocinato dall’Unesco prese poi il via nel 1992 attraverso la fornitura di servizi telematici di base (posta elettronica, bollettini elettronici, accesso a banche dati) per la connessione di università e centri di ricerca africani. La missione consisteva nel portare attrezzature e personale tecnico, oltre a formare il personale in loco, con dieci corsi tenuti in altrettanti paesi.

28/09/2011