Innovazione/

La rivoluzione digitale per il bene comune Filippeschi, tecnologia per modernizzare le città

Il sindaco di Pisa su IF: “Siamo la città dell’innovazione. Il Festival punto di riferimento per costruire visione sulla rivoluzione digitale”

Quattro giorni di kermesse dedicata al mondo di internet, della rete, delle sue opportunità, di come il web ha migliorato la vita delle comunità e di quanto possa ancora farlo. Giorni di riflessione, di discussione, approfondimento, coinvolgimento. E’ quanto propone l’Internet Festival di Pisa, che torna in autunno (9/12 ottobre) nella città della Torre Pendente, riproponendo il format diffuso nei luoghi storici del centro storico.

Non a caso la Regione Toscana – promotore dell’evento – ha scelto Pisa fin dalla prima edizione, come location del Festival. Pisa città moderna e innovativa, nel passato e ancor oggi che si pone come una delle capitali italiane della ricerca. Ha tenuto a sottolinearlo anche il sindaco Marco Filippeschi, parlando proprio della prossima edizione di Internet Festival. “Pisa è la città che ha fatto da culla all’informatica, ha ospitato i laboratori di Olivetti, il primo calcolatore è stato fatto qui però  – sottolinea il primo cittadino – c’è anche una realtà attuale che giustifica bene la realizzazione del Festival perché questa è  la città dell’alta formazione, della ricerca e anche di tante aziende innovative, di tanti giovani informatici, ingegneri, umanisti che lavorano nel campo del digitale. Vanno all’estero, tornano qui, hanno una visione internazionale e molto fresca dello sviluppo. Questa è una fucina di idee che il Festival rappresenta bene. La nostra ambizione  –  tiene a precisare poi il sindaco – è fare del Festival un punto di riferimento per costruire una visione sulla rivoluzione digitale, per volgerla al bene comune e spremerla nei suoi contenuti positivi”.

 Parola chiave della manifestazione sarà “Materia”.  “Quasi un provocazione  – spiegano gli organizzatori della manifestazione – visto che il web è immateriale per definizione. Ma come la rivoluzione industriale ebbe come propulsori produttivi ed economici il carbone e l’acciaio, così la rivoluzione digitale nasce da “miniere” e “fucine” di numeri binari che generano big data: semilavorati contemporanei da cui prendono forma prototipi, modelli culturali e di business che a loro volta sono le basi delle Economie della Rete”.

“L’economia è pervasa dalla rivoluzione digitale – ha chiosato infine il sindaco Marco Filippeschi –  Però ci sono delle accelerazioni da fare, come la modernizzazione delle città,  parlo delle cosiddette città intelligenti, le smart cities, che sono anche queste ‘obiettivo economico’. Un obiettivo per risparmiare risorse, impiegarle meglio, per risolvere i problemi della vita dei cittadini o per sperimentare applicazioni con altissima rilevanza sociale, come quelle in campo medico. Quindi c’è un grande laboratorio economico e ci sono tante nicchie produttive nelle quali possiamo specializzare il Sistema Italia e conquistare un nostro spazio nella competizione internazionale”.

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