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La spinta dell’innovazione digitale: come siamo cambiati in 7 anni

Stefano Quintarelli a BTO 2015 spiega come le nuove tecnologie possano essere leva di marketing per l’Italia: dal turismo alla sanità ecco come sta cambiando il Paese grazie a internet

Come è cambiata la nostra vita negli ultimi sette anni, dal momento in cui gli smartphone hanno preso sempre più piede nella nostra esistenza, trasformandola completamente? La tecnologia ha modificato il modo di vivere, portando in un lasso di tempo ristretto, innovazioni epocali. Con questa suggestione Stefano Quintarelli, presidente del comitato di indirizzo dell’Agenzia per l’Italia digitale, ha aperto il suo intervento a BTO 2015, la Borsa del travel online, con un panel dedicato a come innovazione e tecnologia possano divenire leva di marketing per il Paese. 

 “E’ cambiato tutto in questi sette anni – ha commentato Quintarelli – Oggi è tutto reintermediato nelle relazioni sociali ed economiche, sia quando abbiamo relazioni con i nostri amici, conoscenti, famiglia, sia quando andiamo a fare acquisti, pagare cose, selezionare delle cose da comprare o dei regali. Oggi passa tutto sostanzialmente attraverso internet. In Italia siamo un po’ più lenti in questo processo – ha spiegato ancora il presidente – siamo ancora un po’ ancorati alle vecchie modalità ma nel resto del mondo questa è la realtà. Internet è diventata l’interfaccia utente, il modo per relazionarsi con il mondo”.

Quintarelli ha poi ricordato gli interventi che l’Agenzia (voluta dal Governo Renzi) sta portando avanti per avviare e consolidare un processo di innovazione del Paese, dal welfare fino a scuola e sanità passando per il turismo. 

“Quello che stiamo facendo in sede dell’Agenzia per l’Italia digitale è cercare di liberare le energie e di creare le pre-condizioni affinché gli operatori privati possano sviluppare servizi utili ai turisti e ai cittadini. L’obiettivo – ha spiegato ancora Quintarelli, è quello quindi di abbandonare l’ottica di sussidiarietà che vedeva le amministrazioni come generatrici di servizi. “L’amministrazione deve mettere a disposizione i mattoni, i suoi elementi base fondamentali in modo che i privati possano fare i servizi e portarli sul mercato nel più breve tempo possibile – ha tenuto a precisare. E’ un cambiamento di approccio, non la costruzione verticale del servizio ma il fatto che i servizi vengano prodotti da altri.”  

E a chi gli chiede se l’Italia è pronta a questo cambio di approccio Quintarelli non ha dubbi. Questa è una sfida che va colta adesso.  ” Il momento buono era venti anni fa – ha chiosato – adesso è il secondo, un buon momento per piantare un albero digitale”. 

 

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