Musica/

La Traviata all’Opera di Firenze Dirige l’orchestra Zubin Mehta

In scena fino all’8 aprile il capolavoro di Giuseppe Verdi per la regia di Henning Brockhaus

Nell’inverno del 1852 Giuseppe Verdi è a Parigi. Qui, al Théâtre du Vaudeville, assiste ad una delle prime rappresentazioni della Dame aux camélias, riduzione teatrale del romanzo di Alexandre Dumas figlio. Il dramma della cortigiana Marguerite Gautier, modellata sulla vera Marie Duplessis, che sfida le convenzioni borghesi e cerca una redenzione nell’amore di Armand, colpisce profondamente il compositore.

Il soggetto della nuova opera è quindi deciso e il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice di Venezia va in scena La traviata. Ma la censura non può tollerare un realismo tanto scabroso e impone di retrodatare la vicenda in un più rassicurante “1700 circa”. Forse è anche  per questo che la prima si rivela un fiasco. Come scriverà infatti lo stesso Verdi, lamentandosi delle troppe edulcorazioni: “Han fatto la Traviata pura ed innocente. Tante grazie! Una puttana deve essere sempre puttana. Se nella notte splendesse il sole non vi sarebbe più notte.”

La Traviata tornerà sul palco dell’Opera di Firenze con la direzione orchestrale del maestro Zubin Mehta. La geniale regia di Henning Brockhaus ha appoggiato per terra uno specchio che via via si alza lentamente nello svolgersi dell’azione scenica, mostrando nel suo percorso di salita un sipario teatrale che sembra nascere dal nulla. Il senso simbolico di questo inizio richiama l’idea di un libro che viene aperto, una storia che viene rivista, una memoria che si apre. Poi, quando lo specchio è a 45°, lo spettatore vede la scena orizzontalmente ma vede anche la riflessione verticale nel quale tutto l’accaduto è visto da sopra. Alla fine dell’opera lo specchio si dispone a novanta gradi rispetto al palcoscenico in maniera che tutta la platea ed i palchi vengano riflessi dentro la storia che sta per terminare. Lo specchio catapulta il pubblico nell’azione, confondendo vittima e colpevole, tutti noi oggi responsabili nei confronti di quel mondo di “deboli” di cui anche Violetta faceva parte.

Calendario:
Mer 1 aprile, ore 20:30
Gio 2 aprile, ore 20:30
Sab 4 aprile, ore 15:30
Mar 7 aprile, ore 20:30
Mer 8 aprile, ore 20:30

Biglietti:
http://www.operadifirenze.it/informazioni/

Foto di Simone Donati

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