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L’Accademia dei Georgofili inaugura il suo 258° anno

Il prossimo venerdì 8 aprile cerimonia nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio

La relazione del Presidente Franco Scaramuzzi sarà dedicata all’Unità nazionale italiana (Fra progressive unioni e ricerca di regole globali, nella competitività e nel rispetto delle Patrie). La prolusione sarà svolta da Michele Pasca-Raymondo, Presidente della Sezione Internazionale dei Georgofili a Bruxelles, ed avrà come tema Il futuro dell’agricoltura dell’ Unione Europea. Una inaugurazione che dedica attenzione a due importanti eventi nella storia degli ultimi 150 anni: la nascita dello stato unitario italiano e, cento anni dopo, la nascita dell’Unione Europea.
L’Accademia dei Georgofili, fondata nel 1753, ha vissuto direttamente il periodo risorgimentale ed ha poi collaborato alla costituzione dello Stato italiano. Con lo stesso spirito favorevole ed impegno, i Georgofili hanno successivamente accolto l’avvio dell’Unione Europea ed ora guardano con vivo interesse il comune impegno di tutti i Paesi nel concordare regole generali per una civile convivenza globale. Questo impegno ha già offerto dei concreti risultati come il trattato di Marrakech (1994), con la costituzione del OCM (Organizzazione Mondiale del Commercio) e sta proseguendo attraverso una serie di Summit mondiali, dedicati alla ricerca di soluzioni per i più importanti problemi planetari.
La storia sembra portarci verso forme più ampie di unione che offrono motivo di varie riflessioni. La sempre più forte e rapida spinta delle nuove conoscenze scientifiche e delle conseguenti innovazioni tecnologiche consente di comunicare in tempo reale in tutto il mondo, diffondere una crescente delocalizzazione di attività produttive, stimolare nuove forme di aggregazione anche fra territori geograficamente lontani, ma legati da interessi comuni e collegati da moderne reti di comunicazione e integrazione fra le attività.
Tutto ciò non richiede di modificare la nostra unità nazionale, né rende necessario creare nuove organizzazioni politico-amministrative tra regioni. Non vi è alcun motivo di demolire ciò che finora è stato costruito. Di fronte al globalismo crescente e non previsto, siamo chiamati ad affrontare anche un’evoluzione nelle nostre coscienze. La nostra unificazione nazionale e poi quella europea costituiscono esemplari unioni di patrie diverse ed allo stesso tempo hanno offerto una nuova patria comune per popolazioni più ampie. Due concetti apparentemente contrastanti, “Patria” ed “Unione di Stati”; ma il peso e la forza di ogni singolo componente sarà proporzionale al valore della sua identità culturale.
Il quadro complessivo e prospettico che il Presidente dei Georgofili intende sintetizzare evidenzia quanto sia ragionevole mantenere saldo il grande impegno finora profuso per tutelare la nostra Unità nazionale, la quale può utilmente partecipare allo sviluppo delle attuali tendenze unitarie che meritano di essere seguite con attenzione.

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