Lavoro: 8mila libretti formativi distribuiti in Toscana

L'obiettivo della Regione è diffondere lo strumento che registra le competenze professionali dei singoli a tutti i cittadini

L’esperienza del libretto formativo in Toscana ha già fatto registrare risultati positivi: dal febbraio dello scorso anno ad oggi sono stati distribuiti, da parte dei centri per l’impiego, 8mila libretti ad altrettanti lavoratori in cassa integrazione deroga, mentre le procedure a supporto della compilazione sono state circa 4mila. Ora l'obiettivo della Regione è passare alla fase due, per far sì che questo strumento possa davvero diffondersi a tutti i cittadini e diventare uno strumento davvero al servizio di tutti.

Lo ha reso noto oggi l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini introducendo oggi il seminario organizzato dalla Regione nell’auditorium di Sant’Apollonia per fare il punto sull'esperienza del libretto formativo. Si tratta di uno strumento previsto da una legge nazionale che la Toscana ha fatto poroprio fra le prime regioni in Italia, per registrare e mettere in trasparenza le esperienze e le competenze acquisite dai cittadini.
Le linee guida sulla formazione professionale approvate in sede di intesa Stato-Regioni nel 2010 prevedono l’impegno delle Regioni per la sua diffusione e messa a regime, impegno ribadito successivamente anche nel testo unico per l’apprendistato del settembre scorso e nel cronogramma sul sistema nazionale di standard professionali e formativi condiviso da Commissione europea, Ministero del lavoro e Regioni.

Il libretto formativo, ha spiegato l’assessore, si inserisce nel contesto di un’attività che vede la Regione da tempo impegnata per realizzare un sistema regionale di riconoscimento e certificazione delle competenze all’interno di un percorso di valorizzazione e potenziamento del sistema di formazione professionale. Un sistema nel quale negli ultimi anni la Regione ha cercato di introdurre un forte cambiamento, con lo snellimento delle agenzie formative e nuove modalità per la definizione dei fabbisogni e delle attività e che ora si appresta a fare fronte alle nuove sfide poste sia dalla necessità di creare le nuove sedi territoriali per la formazione, sia dalla modifica degli assetti istituzionali prevista dalla manovra del nuovo governo Monti.
“Con il riordino istituzionale – afferma l’assessore – vi sarà una forte ricaduta sui sistemi del lavoro e della formazione. Sarà, ad esempio, necessaria una redistribuzione delle funzioni delle Province che, attualmente, hanno in carico la gestione della formazione. Per questo abbiamo già cominciato a lavorare per ripensare al sistema alla luce di questi cambiamenti. Un percorso che, naturalmente, dovrà essere condiviso con i soggetti istituzionali e le parti sociali, ma che penso possa avere come obiettivo quello di puntare sulla creazione di centri territoriali di formazione professionale, passando per un’ipotesi di riattribuzione alla Regione delle funzioni ad oggi delegate alle Province”.

17/01/2012