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Le aziende che arrivano, rimangono 500 multinazionali in Toscana

Funziona l’ufficio sotto la presidenza della Regione che si occupa di investimenti. E l’ambasciatore degli Stati Uniti Mr Philips loda il dinamismo della Toscana

La Toscana non è solo turismo. Il modello di investimento funziona anche per aprire nuove fabbriche, costruire la rete con i fornitori locali o dedicarsi alla ricerca. Sarà che dall’ottobre del 2010 è aperto un ufficio sotto la presidenza della Regione che si dedica a questo. Sono arrivati pure i complimenti dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Mr Philips. Gli esempi positivi non mancano.

LE AZIENDE – Proviamo allora a mettere in fila alcune delle esperienze più significative degli ultimi 4 anni. La giapponese Yanmar ha aperto il proprio centro di ricerca europeo sui motori a Firenze. L’italiana Power One, che oggi fa parte del gruppo svizzero Abb, ha un centro di ricerca per le energie rinnovabili nel Valdarno aretino che coinvolge 10 pmi locali.

Come non ricordare poi la General Electrics Oil&Gas, con le due sedi del Nuovo Pignone a Firenze e lo stabilimento di Massa, che ha consolidato ulteriormente la sua presenza in Toscana.

Fino all’arrivo recente del gruppo algerino Cevital che ha rilevato la ex Lucchini di Piombino con l’intenzione di produrre acciaio. Ma l’obiettivo è di mettere in piedi anche una base logistica e un centro dedicato all’agroalimentare.

Altro arrivo recente è Corporacion America del magnate Eduardo Eurnekian. La multinazionale è entrata nelle società che gestiscono gli aeroporti di Firenze e Pisa e lavora per creare un sistema aeroportuale toscano unico. L’elenco degli esempi positivi conta altre realtà come Laika, Thales, Continental, Ikea, Whirpool, Gucci e Esaote.

I NUMERI – I numeri danno ragione alla tesi che in Toscana conviene investire. Ci sono 500 multinazionali insediate sul territorio: 420 sono straniere, di queste 95 sono americane. Poche le delocalizzazioni avvenute in questi anni. Segno che la stragrande maggioranza delle aziende ha deciso di rimanere a lavorare in Toscana nonostante la crisi.

Da ricordare che 38 multinazionali si sono ingrandite, hanno costruito nuovi insediamenti. Un dato su tutti: dal 2010 al 2014 gli investimenti hanno raggiunto quota 1,55 miliardi, mentre sono 3.352 i posti di lavori coinvolti, tra vecchi e nuovi.

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