Cultura/

Le donne sono protagoniste

Dal 4 al 9 novembre

Misia

Cinema e Donne, al 33° appuntamento, diretto da Paola Paoli e Maresa D’Arcangelo, vuole lanciare un messaggio di speranza in tempi turbolenti e confusi di cui il cinema è lo specchio, ma anche una straordinaria possibilità di riflessione e soluzione, con la presentazione di modelli produttivi audaci e vincenti e, ovviamente, a firma prevalentemente ma non esclusivamente, femminile.

Non si tratta quindi più soltanto di infrangere stereotipi e di promuovere l’intelligenza e l’originalità, ma anche di scegliere, nella società e nella storia, la perseveranza e la fedeltà all’idea sovversiva che in ogni momento e in ogni epoca si può creare qualcosa che resti e acquisti valore negli anni. Un modello distributivo, ad esempio, e proprio nel paese che, con Hollywood, ha fatto del cinema il gioco più serio e più strutturato dei sogni di tutto il pianeta.

New Day, festeggia i 40 anni d’attività e rappresenta un modello eccezionale con cui confrontarsi per più motivi. Negli anni ’70, quando nasce, le parole d’ordine di quel piccolo gruppo di filmaker con molte donne al timone, erano indipendenza, innovazione e cambiamento sociale e oggi è diventato un successo artistico ed economico nella distribuzione del cinema indipendente unico al mondo. Coinvolge oltre cento filmaker in tutti gli Usa, vince premi internazionali di grande prestigio (Oscar ed Emmy) con film impegnati, allegri e positivi come My Perestroika di Robin Hessman.

I giovani in rivolta nel Mediterraneo, il loro desiderio di libertà e di lavoro, sono rappresentati dal Marocco di Selma Bargach con La cinquième corde. La necessità di ritrovare la memoria del secolo scorso attraverso la narrazione di storie vere, con protagonisti che diventano simbolo di passione atemporale contro l’ingiustizia, muove la spagnola Helena Taberna nel suo La buena nueva. Prosegue sul Kenya la carrellata sullo speciale valore, in questo momento storico, delle donne africane, viste da una regista e studiosa di formazione internazionale, Wanjiru Kinyanjui, che le racconta sapientemente dall’interno. Il Fado non è solo un canto di saudade ma anche una musica popolare di lotta e di speranza con antiche e riscoperte radici in tutto il Mediterraneo. Sarà la musica del Festival attraverso Misia, la celebre cantante portoghese protagonista anche del film Passione di John Turturro, vincitrice del Premio Gilda 2011.

XXXIII FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA E DONNE
IL VALORE E LA SPERANZA
4-9 Novembre 2011
www.laboratorioimmaginedonna.it

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