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Le imprese toscane sono in aumento dopo 4 trimestri negativi

Forse siamo davanti alla fine della crisi. O almeno così pare dalla ricerca Movimprese di Unioncamere Toscana

pmi

Forse la crisi sta per finire. O almeno la famosa luce in fondo al tunnel si comincia a intravedere per davvero. Lo si nota dall’inversione di rotta delle iscrizioni delle nuove imprese ai registri delle Camere di Commercio della Toscana.

La buona notizia, infatti, è che tornano a crescere dopo quattro trimestri consecutivi negativi: sono 6.080 nel quarto trimestre del 2014, in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ad un tasso superiore rispetto alla media nazionale (+1,7%). A dirlo è una ricerca Movimprese di Unioncamere Toscana.

Vanno messe in conto, però, anche le imprese che hanno chiuso i battenti. Sono state 6.057 (in diminuzione dello 0,5%) e fanno registrare una contrazione del 3,0% in Toscana. Anche se l’andamento è migliore rispetto alla media nazionale (-0,5% in Italia).

Alla fine dello scorso anno le imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana erano 412.415: nei dodici mesi del 2014 sono nate – dentro i confini regionali – 26.254 nuove imprese e ne sono cessate 23.949, per un saldo anagrafico di 2.305 aziende in più rispetto al 2013.

“I segnali che giungono dall’inversione di rotta dovuta all’incremento delle nascite di nuove imprese – ha detto il presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni – ci portano a pensare che forse, a differenza delle tante false partenze registrate in questi anni, stavolta potremmo essere difronte ad una reale opportunità di ripresa. Le imprese, come d’altronde le famiglie, hanno atteso a lungo questo momento, ed è alle loro difficoltà, così come alle loro speranze, che dobbiamo rispondere con segnali concreti”.

“E’ importante che l’impresa – ha spiegato Sereni – torni ad essere il pernio intorno al quale si sviluppa l’azione riformatrice del Governo. Semplificazione del quadro normativo e fiscale su impresa e lavoro per combattere gli inutili orpelli burocratici che frenano i nostri imprenditori, ma anche riorganizzazione della cosa pubblica, e quindi delle Camere di Commercio, possono essere gli strumenti in più per facilitare questi processi, e cogliere le opportunità che stanno maturando in questa fase.”

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