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Le sperimentazioni di Rocchetti all’Antico Spedale del Bigallo

Giovedì 16 giugno il polistrumentista italiano porta a Bagno a Ripoli in anteprima le sue ultime prove sonore

Claudio Rocchetti

Claudio Rocchetti è uno dei musicisti elettronici più attivi e interessanti del panorama nazionale ed europeo. Il suo lavoro di ricerca sul suono spazia dal noise al rock psichedelico con gli In Zaire con cui suonerà al prossimo Liverpool Psych Fest, passando per l’elettronica a tinte post-rock dei 3/4HadBeenEliminated, c’è poco che non abbia provato a fare nell’ambito delle musiche di ricerca. Claudio sarà in concerto giovedì 16 giugno all’Antico Spedale del Bigallo.

Un giornalista per spiegare la tua musica ha usato la definizione di “orgasmo sonoro” sei d’accordo?
Diciamo che è una definizione un po’ esuberante, ma se intendeva sottintendere una sorta di forza primordiale e una dinamica che a volte può essere esplosiva allora sì, posso essere d’accordo.

Come immagini che dovrebbe reagire uno spettatore alle tue performance? Quali sensazioni vorresti che provasse?
Ogni volta che qualcuno del pubblico menziona parole come “viaggio” o “narrazione” direi che ho centrato l’obbiettivo. I materiali possono essere i più disparati, provenire da mondi musicali distanti, ma sostanzialmente cerco di piegare il tutto ad una narrazione di tipo filmico…

Negli ultimi anni sei stato impegnato in ben tre progetti, che se non sbaglio sono: Olyvetty, 3/4HadBeenEliminated e gli In Zaire. Fammi un po’ il punto della situazione, sono attivi tutti e tre? A cosa stai lavorando adesso?
Sì direi che i progetti principali, oltre al solo sono questi. Con Olyvetty stiamo per presentare un nuovo 12″ (il 12 luglio a Milano) in uscita per Marselleria. Con i 3/4HBE dopo anni faremo uscire un nuovo lavoro per la Black Truffle di Oren Ambarchi, credo entro fine anno. Mentre con In Zaire, che è il progetto più attivo e presente dei tre, suoneremo a settembre al Liverpool Psych Fest e dopo pochi giorni uscirà il disco nuovo. Se tutto va secondo i piani all’inizio del prossimo anno dovrebbe seguire un tour.

Come cambia il tuo approccio quando fai musica sperimentale rispetto a quando suoni con gli In Zaire?
Innanzitutto credo ci sia un alto grado di sperimentazione anche con In Zaire, è solo più incanalata, mescolata a linguaggi e forme che sono più riconoscibili. Il mio approccio non cambia molto, si tratta sempre di ascoltare innanzitutto e di reinterpretare gli spunti che hai attorno, sia che si parli di altri musicisti come nel gruppo che dell’ambiente in cui performi. 

Quali sono, secondo te, gli artisti più interessanti nel panorama italiano per quanto riguarda la musica elettronica e di ricerca?
Domanda difficile visto che ci sono moltissimi musicisti che mi piacciono molto. Quindi ti dico solo di quelli che ho visto recentemente… Sammartano, scuro e carico di una energia ombrosa; Francesco Cavaliere, mi intriga tutto quello che fa, è come una calamita; Lettera 22, geografie e semplicità, strati e geometrie e poi Lorenzo Senni, potente e fruibile, sempre una gioia da ascoltare.

Cosa dobbiamo spettarci dalla performance al Bigallo? che set sarà? Ci saranno anche video?
Per il live a Firenze penso porterò una nuova parte ritmica che sto sviluppando ultimamente, ma come sempre l’obbiettivo sarà di giocare con lo spazio ed esplorare le possibili narrazioni offerte dal luogo.

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