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L’economia toscana reagisce alla pandemia, i numeri della ripresa: più 6% da inizio 2021

Il rapporto presentato nella sede Bankitalia di Firenze. L’export traina la crescita e aumenta di quasi un terzo nel primo trimestre, più che in Italia. Buono il clima di fiducia, ma sul futuro pesa l’andamento dei contagi

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Una ripresa attesa che apre ad un ottimismo ormai nemmeno più cauto: l’economia toscana ritorna su un terreno finalmente positivo dopo il tracollo del 2020, l’anno nero. Siamo a un più 6 per cento nei primi nove mesi del 2021, contro il meno 9% registrati nella fase più buia della pandemia. Merito dell’avanzare della campagna vaccinale e dell’allentamento delle restrizioni. Una buona notizia, messa nero su bianco dal rapporto della Banca d’Italia che nel suo aggiornamento congiunturale verifica lo stato di salute dell’economia toscana.

Una variazione che risulta però inferiore a quella stimata per l’intero Paese per un punto percentuale. Il motivo? Le peculiarità del sistema regionale e del peso che hanno settori fortemente penalizzati dai limiti imposti dall’emergenza sanitaria, come il turismo. Come spiega Mario Venturi, direttore della sede di Firenze di Bankitalia: “Il turismo  finora non ha recuperato ancora del tutto i livelli pre-pandemia, soprattutto quello internazionale”. Ma non solo, “nella stessa industria questa ripresa si sta manifestando comunque con differenze settoriali. Nel settore della moda ancora non sono stati recuperati del tutto i livelli pre-pandemia”.

Le imprese toscane cercano il riscatto: bene l’export

Dal sondaggio di Bankitalia che ha coinvolto circa 200 imprese toscane con almeno 20 addetti è emerso come due terzi abbiano registrato  un aumento del fatturato. Gli incrementi hanno riguardato in particolare le piccole e medie imprese, quelle che esportano almeno un terzo della produzione e quelle appartenenti ai settori della metalmeccanica e della moda. Ma la vera locomotiva della ripresa è data dall’export,  che cresce di quasi un terzo nel primo semestre,  più intensamente che in Italia, e con un ritmo che ha raggiunto addirittura livelli superiori a quelli pre-crisi.

La vera ripresa è partita dunque da questa primavera, quando la domanda interna è stata sprinta dall’aumento dei consumi. Cresce la produzione, come il fatturato delle imprese e anche l’attività di investimento ha mostrato un deciso recupero.  Balzo in avanti – anche grazie alle imponenti agevolazioni fiscali –   per il settore dell’edilizia e del mercato immobiliare, quasi il 50% in più rispetto all’anno scorso, con una conseguente tendenza all’aumento dei prezzi delle case.

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Lavoro: aumentano i contratti a tempo determinato

Nei primi otto mesi dell’anno si registra una crescita delle assunzioni nette nel settore privato non agricolo pari a circa 66.000 unità, portando i valori a quelli del 2019. Buona parte del recupero è dovuto ai  contratti a tempo determinato in particolare nei settori del turismo, del commercio e delle attività culturali.

Credito e famiglie

Nella prima metà del 2021 il credito all’economia è aumentato del 4,2%. Il credito al consumo è tornato a crescere (3,5% su base annua), dopo l’arresto del 2020, e il volume dei prestiti per l’acquisto di abitazioni ha continuato a salire (5%). La qualità del credito è rimasta  invariata grazie anche alle moratorie volte a posticipare i rimborsi e all’utilizzo della flessibilità. L’incidenza delle posizioni deteriorate è calata al 6,6%.

Il futuro e le incognite sull’andamento della pandemia

Un clima favorevole, di fiducia, soprattutto per le aspettative riposte nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tra le righe del rapporto di Bankitalia emerge soprattutto questo. “Le aspettative a breve termine formulate dalle imprese nel nostro sondaggio congiunturale sono favorevoli quanto al fatturato e al recupero degli investimenti – spiega Venturi – ma gravano delle incertezze sia per i rischi di natura globale connessi alla pandemia sia per le difficoltà di approvvigionamento di materie prime, di semilavorati, connesse anche al forte aumento dei prezzi dell’energia, che potrebbero avere anche un peso maggiore rispetto a quanto si ipotizzava fino a poco tempo fa”.

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