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L’economia toscana tra alti e bassi Crescono i voucher ed il credito

Ires e Unioncamere presentano lo stato dell’economia della regione: crescono i voucher ed il credito, ma calano gli investimenti

Economia Toscana

Un 2015 che prosegue con valori economici contrastanti, così come anticipato anche dalla Banca d’Italia nei giorni scorsi, per una Toscana che riparte con velocità (ancora) ridotta. Dalle analisi presentate dall’Ires (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) ed UnionCamere Toscana emerge una regione che cerca ancora di stabilizzare la forza lavoro, ma dove le aziende ancora non riescono a tornare ad investire sui livelli pre-crisi.

Il rapporto Ires-Cgil. Nel secondo trimestre 2015 – da aprile a giugno – prosegue il saldo attivo degli avviamenti lavorativi anche se la ‘spinta’ delle riforme, soprattutto con gli sgravi fiscali contenuti nel Job Act, appare più debole di quanto prospettato. La differenza tra i rapporti indeterminati conclusi ed avviati è di circa 4.800 unità, mentre – ad esempio – per i contratti a termine la differenza sale ad un positivo di oltre 30.000.

Il dato più ‘preoccupante’ – nel report presentato da Ires e Cgil Toscana – è quello legato al binomio crescita Pil-investimenti. Se le previsioni sul Pil regionale, elaborate da Ires sui dati Prometeia, confermano una crescita dello 0,6% per l’anno in corso e dell’1,1% nel 2016, a preoccupare sono invece i numeri sugli investimenti che, rispetto al 2007, sono calati di oltre 30 punti percentuali. Crescono, verticalmente, i voucher che ammontano ad oltre 56 milioni di euro, ma non diminuiscono le irregolarità del lavoro nero: su quasi 5000 aziende ispezionate, oltre 4100 sono irregolari.

“La Toscana è alla prova del cambiamento del ciclo economico – sottolinea Fabio Giovagnoli, presidente di Ires Toscana – In particolare il deficit di investimenti degli ultimi 10 anni non favorisce il recupero della stabilità e soprattutto la prospettiva di un vero sostegno all’occupazione. Senza contare i rischi determinati dai fattori esterni che possono rivelarsi molto importanti”.

Il report completo dell’Ires

Il rapporto Unioncamere. Strettamente legato al dato degli investimenti è l’accesso al credito, snodo economico fondamentale soprattutto per le piccole e medie imprese. Dal punto di vista dimensionale, le maggiori criticità su questo fronte riguardano ancora una volta le piccole imprese, il cui tasso di interesse, pari all’8,8%, sta comunque lentamente scendendo anche se ancora parecchio pesante. Per quanto riguarda invece i settori, costi molto alti del denaro continuano ad interessare le costruzioni (8,2%), con valori che si distaccano anche di due/tre punti percentuali dai valori riscontrati per il settore manifatturiero e per i servizi (rispettivamente 5,1% e 6,1%). I tassi di interesse sui prestiti a medio lungo termine per le famiglie consumatrici e per le imprese stanno diminuendo dall’inizio del 2014, allineandosi entrambi, nel trimestre di riferimento, sul valore del 2,8%.

“Il dato relativo al secondo trimestre dell’anno conferma il trend positivo dell’offerta di credito alle famiglie ed alle imprese, malgrado le cautele registrate nel periodo gennaio-marzo. Le nostre imprese possono cominciare  a guardare al futuro con maggior fiduciaspiega Andrea Sereni, presidente di Unioncamere Toscana In particolare va segnalato l’irrobustimento della domanda da parte delle società di capitali, che stanno avvertendo in modo più marcato la ripartenza dell’economia dopo anni estremamente difficili e che riescono maggiormente a beneficiare dell’allentamento della stretta creditizia”.

 

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