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L’export salva la moda italiana Pitti presenta i dati di SMI

In occasione del lancio del salone fiorentino, Sistema Moda Italia scatta una fotografia della situazione del settore

moda made in italy sfilata

Il fatturato del sistema tessile-moda italiano ha subito una battuta d’arresto ma nonostante tutto il pessimismo è minore di quello che si manifestò con la crisi del 2008. A rivelarlo sono i dati di SIstema Moda Italia, che sono stati presentati a Milano da Pitti Immagine e commentati dal suo presidente Gaetano Marzotto.
Il primo trimestre del 2012 ha segnato -0,9%, un risultato determinato da due tendenze divergenti, cioé un calo del 4,6% per il fatturato nazionale e invece una crescita del 5,5% per le vendite estere. Anche in questo dato medio positivo dell’estero si cela una dicotomia: +8,6% per i comparti a valle della filiera e invece -4,7% per quelli a monte, cioé nel tessile, dove soffrono la filatura laniera, cotoniera e della nobilitazione mentre si mantengono in area positiva la tessitura laniera e serica.

In sintesi, se la cavano, in alcuni casi anche molto bene, le aziende che hanno appeal all’estero, che hanno allargato la rete distributiva sui nuovi mercati e che vedono questi investimenti sull’estero ripagati anche dal turismo che compra in Italia. E’ emblematico che "l’80% dei consumi nel quadrilatero della moda a Milano – ha sottolineato Marzotto – sia dovuto a turisti stranieri soprattutto del Far East". Nel mercato del prodotto moda finito, allo statico mercato interno (-0,7%) si contrappongono dinamiche soddisfacenti oltreconfine sia per la maglieria sia per l’abbigliamento in tessuto.

Passando ai dati sulla raccolta ordini, che servono a prefigurare i fatturati, nei primi tre mesi del 2012 il tessile vede una contrazione sul fronte interno (-11,4%) e su quello estero (-8,4%) mentre a valle si registra un ulteriore aumento di ordini esteri (+5,5%) mentre la raccolta nazionale presenta un -6,2%.
"Si teme un peggioramento legato all’ipotesi prevista di un aumento dell’Iva che sarebbe molto grave per il settore – ha commentato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – la novità di questa crisi è che, più che domandarsi quando ripartiranno i consumi, ci si attrezza per i cambiamenti strutturali in corso".

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