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Li pagano per farci ballare La dura vita del dj a Firenze

Intervista a tre colonne portanti del dancefloor: Dr.Lorenz, Hanzel e Dis0rder. Alla scoperta di una passione inarrestabile

In una notte buia e tempestosa si incontrano al Rullante Club di Firenze tre posati padri di famiglia per una birra nel dopo lavoro. No, aspetta fammi guardare meglio, dietro quei rassicuranti e confortevoli maglioni di lana si celano in realtà tre dei più quotati dj fiorentini. Chi potrebbe immaginare guardandoli adesso che questi tre giovani uomini tutti i fine settimana infuocano i cuori e i lombi dei giovani che amano ballare musica rock fino alla mattina.

Quando si pensa alla vita del dj vengono subito in mente club scintillanti, magnum di champagne, bellissime ragazze, hotel a cinque stelle, party in riva al mare e limousine chilometriche ma questa è la vita che fanno solo in pochissimi. In realtà il lavoro del dj è un lavoro duro che si conquista canzone dopo canzone, club dopo club, like dopo like su facebook.

Per saggiare il polso della situazione noi di intoscana siamo andati a intervistare tre colonne del dancefloor fiorentino nell’ambito della musica pop-rock-indie: Dr.Lorenz (Lorenzo Sbisà) dj storico della Flog dove milita dal lontano 1996, Hanzel (Andrea Siddu) che da anni copre la scena dark, new wave, underground e Dis0rder (Paolo Morelli) il “novellino” sempre pronto a lanciarsi in nuove sperimentazioni.

Cerchiamo di capire com’è la situazione del dancefloor nell’area fiorentina, quanti e come sono i locali dove si riesce a ballare un certo tipo di musica
Dr.Lorenz:
“Sì forse ci sono un po’ più di “localetti”adesso, ma non posti dove si balla sula serio. Sono club piccoli in cui si mette la musica in sottofondo e via. Questo non serve a noi dj perché in posti così o pagano zero o pagano nulla. Prendono ragazzi con i computer che non hanno neanche la consolle. Io è dal ’96 che metto dischi alla Flog. C’è stato un cambiamento nel senso che i dj nei locali “rockettari” sono accusati di mettere sempre le stesse canzoni, il che è per i tre quarti vero, ma questo succede perché la gente balla solo un certo tipo di musica. C’è stato un allontanamento progressivo dal rock-indie. Ora vanno la taranta, l’electro swing e la musica balcanica. Ultimamente c’è anche la serata anni ’60.”

Hanzel te che sei il dj “dark-elettronica”, potremmo definirti così, forse dovresti paradossalmente avere vita “più facile” in quanto ti occupi di un bacino di persone più motivate
Hanzel:”
Le cose sono cambiate anche nei giri tra virgolette alternativi, perchè la gente è diminuita, c’è stato un ricambio generazionale. Ora ti scontri col fatto che ci sono molti giovani cresciuti con altra musica rispetto a quella che ascoltavamo e ballavamo noi negli anni ’90. E’ una scena che secondo me ha degli sviluppi potenziali cercando il suo pubblico in persone che non sono strettamente nel giro, anche perché le comunità underground oggi sono morte, le carte si sono rimescolate”.
Dr.Lorenz
: “Questo secondo me è dovuto anche alla tecnologia, con spotify oggi hai tutta la musica disponibile del passato e del presente e i giovani quasi non distinguono più dal punto di vista sociologico ciò che sta “sotto” da ciò che sta “sopra”, è una cosa buona in fondo ma da un altro punto di vista manca la contestualizzazione”.
Hanzel
: “C’è un po’ di approssimazione nell’avvicinarsi alla musica, non c’è più quella componente identitaria che ti spingeva ad approfondire certe cose rispetto ad altre, però potrebbe anche essere un vantaggio.”
Dis0rder:
“Sì, questa trasversalità generalizzata può essere un vantaggio per il pubblico, però è anche vero che la gente non si sposta o si aggrega facilmente per serate caratterizzate musicalmente, spesso si muove seguendo solo il locale che va più di moda in quel momento. Per quanto riguarda la situazione dietro la consolle, non vorrei parlare male dei dj ventenni che usano il computer, il problema è che chi inizia oggi a mettere musica al di là della tecnologia che usa proprio perché fa parte di una generazione con un background troppo trasversale, non porta una proposta coerente ma piuttosto dei mistoni improbabili spesso meno aggiornati di quanto uno potrebbe pensare. I successi rock che vengono messi oggi sono gli stessi di vent’anni fa.”

Si potrebbe dire che a Firenze è più difficile mettere dischi che a Bologna o in altre città. Il pubblico fa più fatica ad accettare le novità
Dr.Lorenz
: “Secondo me manca la curiosità  e questo è dovuto alla possibilità di avere a portata di mano qualsiasi cosa, questo porta a non approfondire mai, non ascoltare veramente. La modalità di scoperta della musica non è più legata al dj. Una volta il dj sperimentava e il pubblico si incuriosiva, ora succede meno. E’ anche vero che oggi c’è Shazam e più nessuno viene a chiederti che pezzo hai messo, ma a pelle ho sempre più la sensazione che sia il dj a rincorrere il pubblico, non il contrario.”
Dis0rder
: “Naturalmente è tutto legato anche alla diminuzione dei locali grandi e all’aumento dei locali piccoli dove magari c’è meno attenzione all’impianto e alla costruzione delle serate in generale. E’ chiaro che ormai fanno più comodo situazioni in cui la musica viene diciamo improvvisata, le due cose sono collegate.”
Hanzel:
“Devo dire che è anche paradossale la situazione del così detto clubbing anche perché a Firenze ci sono tante giovani band interessanti e valide e quindi dal punto di vista della musica live il fermento c’è e i frutti li raccoglieremo presto. Il problema è che mancano le strutture per live e clubbing dopo. A Bologna questa strutture ci sono viene curata sia la parte del live che quella del post-serata che da noi invece viene trascurata e vista quasi come un riempitivo. In più secondo me c’è anche un problema sociale perché Firenze è una finta città universitaria. C’è l’università ma c’è poca mobilità degli studenti verso i locali che fanno aggregazione, scontiamo anche questa componente.”

Il dj è un lavoro con cui si sbarca il lunario?
(Si guardano negli occhi, scuotendo la testa)
Dr.Lorenz:
“Decisamente no a meno che tu non faccia sei serate a settimana”.
Hanzel
: “Il dj rock non ci campa, i giri che funzionano economicamente sono quelli house-elettronici, nei giri rock i cachet sono inferiori anche perché chiaramente richiamano meno pubblico.

Ma quindi è un lavoro che si fa per passione, voi come avete cominciato? Vi siete alzati un giorno e avete detto “Mamma voglio fare il dj”?
Dr.Lorenz:
“Probabilmente respiri musica e quindi o finisci a suonare o a fare il dj o a occuparti di organizzazione eventi. Io quando ho cominciato alla Flog giovanissimo facevo i fine serata, mettevo quello che volevo nell’ultima mezz’ora. Mi ricordo che pensavo ‘non potrei mai fare il dj e mettere la musica solo per accontentare il pubblico’, poi sono diventato così anch’io in modo più o meno consapevole. Comunque è bello fare il dj, nonostante tutti i problemi che ci sono, quando una serata funziona c’è soddisfazione, è divertente, fa piacere far felici le persone anche se per pochi attimi.”
Hanzel
:”E’ una passione che ti ripaga di tutti gli sforzi, i sacrifici che fai per promuovere eventi a cui vengono 20-30 persone. Ti ripaga il fatto che la gente risponda con un feedback positivo alla musica che metti, è la cosa più bella di questo mestiere”.
Dis0rder
:”Per chiudere il cerchio se Lorenz è un’istituzione e Hanzel è una colonna della scena dark fiorentina, io ho iniziato abbastanza tardi perché mi sono reso conto che a Firenze mancava un certo tipo di musica che trovavo a Bologna o più in generale in Romagna cioè l’indie rock o l’indie-pop elettronico. La motivazione per me è stata quella, creare qualcosa di nuovo che io andavo a cercare fuori dalla Toscana”.

Adesso voglio che mi diciate qual è un pezzo riempi pista, che quando mettete sul piatto siete sicuri che lo ballano tutti.
Dr.Lorenz
:”Non c’è, cioè ce ne sono tanti potenzialmente, ti potrei dire Song 2 dei Blur”
Hanzel
:”Quello che funziona trasversalmente in tutte le serate rock, dark, metal è Punk Islam dei CCCP.”
Dis0rder
:”Io ti dico due pezzi che sono super abusati, sul lato rock Lonely Boy dei Black Keys e sul lato elettronico Kids dei MGMT.

Il dj questa figura mitologica e mitica, quanto rimorchia?
Hanzel:”
Ha degli indubbi vantaggi”.
Dr.Lorenz:”
Secondo me rimorchiano più i baristi”.
Dis0rder
: “Ma proprio zero. Io poi faccio spesso serate da solo e mi concentro molto sul mio lavoro”.

Come si reagisce alla richiesta del pubblico, cosa prescrive il manuale del bravo dj?
Dr.Lorenz
:”Trattenersi, non offendere. Spesso capita di avere a che fare con persone un po’ ubriache e non ti chiedono gentilmente una canzone. Io cerco di accontentare la richiesta se è possibile farlo, certo ci sono dei pezzi che non metto mai anche se so che farebbero ballare tutti. Spesso succede che ti chiedono un artista quando in realtà vogliono una canzone sola. Una volta mi è capitato che mi chiedessero i Clash mentre stavo suonando un pezzo dei Clash”.
Hanzel
:”Se la richiesta è contestualizzata e soddisfa il mio gusto la accontento volentieri. Io sono pro-richieste perché le facevo anche io quando andavo a ballare. Anni fa al Sottosopra un locale in via dei serragli a Firenze che adesso non esiste più mi inventai la consolle aperta, chi veniva poteva mettere i pezzi che voleva sentire, era un gioco.”
Dis0rder
:”Per me vale lo stesso, ci sono anche richieste che ti mettono in difficoltà e che quindi fai finta di non sentire, per esempio richieste come ‘cambia musica’ o ‘metti musica che fa ballare’ non le prendo neanche in considerazione, non rispondo senza neanche perderci troppo tempo. Comunque le richieste servono sempre per capire che pubblico, che pista hai davanti”.
Hanzel
:”Resta fermo il teorema che il dj non è un jukebox, il dj seleziona musica per far ballare, è ovvio che non deve mai andare contro la pista, non deve imporsi, deve trovare una giusta mediazione tra i suoi gusti e il feeling del pubblico, cercando magari di lanciare qualche pezzo nuovo ogni tanto.”
Dr.Lorenz:”Concordo non sei in cameretta ma non sei neanche un jukebox”.

So che viaggiate spesso cercando nuova musica, qual è un club dove vi piacerebbe lavorare in Europa o in Italia.
Dr.Lorenz
: “A Berlino c’è un piccolo posto che si chiama 8mm, è il mio posto preferito. Ma non è un posto dove si balla si mette più musica da ascolto, psichedelica, shoegaze, wave. Ci ho sentito da Nick Cave a My Bloody Valentine”.
Hanzel
: “Io sono affezionato a due posti, come locale rock in senso stretto il mio ideale che vorrei importare in Italia è il Razzmatazz di Barcellona. Come club a Berlino il Barbie Deinhoff’s a Kreuzberg che da spazio a dj che propongono cose molto interessanti”.
Dis0rder:”
Io non viaggio tantissimo, in Italia amo il Covo a Bologna, il Bronson e l’Hana Bi a Ravenna.”
Dr.Lorenz
:”Il Covo in Italia è un punto di riferimento per la musica, un polo di richiamo, viene gente da tutta Italia”.
Hanzel
:”Secondo me fanno anche una programmazione molto coraggiosa, a volte propongono nomi che sono veri e propri atti di coraggio”.

Avete mai pensato di andare a fare il dj all’estero? Hanzel so che tu sei in partenza per Berlino con una nuova avventura proprio in campo musicale
Hanzel
:”Vorrei continuare a Berlino quello che faccio qui, magari migliorandomi e facendo anche organizzazione di live che è la cosa che forse mi appassiona al momento ancora di più. C’è un’ipotesi su un posto, ma ancora non posso dire niente, è top secret”.
Dir0rder
: ” Io volo basso, mi accontenterei di espatriare dalla Toscana. Non ho paura per l’aereo ma per i dischi sì e quindi devono essere posti raggiungibili in macchina (ride)”.

Per chi volesse trovare tutte le loro serate, può farlo seguendo i loro profili facebook:
Dr.Lorenz
Hanzel
Dis0rder

 

 

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