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LIM il nuovo progetto di Sofia Gallotti degli Iori’s Eyes al Glue

Venerdì 15 aprile si inaugura un mese di doppi concerti nel fine settimana per il Glue di Firenze: Springlue!

LIM

Comet  è il primo Ep del progetto solista LIM, cioè Sofia Gallotti, metà del duo Iori’s Eyes, nato in collaborazione con il produttore Riva, che è uscito per La Tempesta International. Comet è un EP di musica ambient evocativa che combina spazi esoterici con atmosfere esistenzialiste e sognanti. La title track del disco è un omaggio a Klaus Schulze nella house di Detroit dei primi anni ’90 e dai vocals eterei a ponderare la cassa drammatica.

Ciao Sofia, raccontami com’è nato questo tuo esordio solista
Comet nasce ad Edinburgo nel 2013 in un periodo emotivo molto complicato e tormentato. Avevo bisogno di comunicare e di esprimere questo stato emotivo anche per, in un certo modo, redimerlo. Poi volevo rilasciare un mio progetto solista prima dei 30 anni, dato che con gli Iori’s Eyes siamo al momento fermi, e quindi questo insieme di cose mi ha portato a scrivere dei pezzi. Quindi ho conosciuto Riva, che ha curato la produzione dei pezzi, e ho iniziato a collaborare con Anna Magni per l’estetica e la comunicazione visiva e con Giorgio Calace, Tora Cellini e Karol Sudolski, i registi del video di Comet con cui già avevo lavorato con gli Iori’s Eyes.

Qual è stata la principale fonte d’ispirazione dell’Ep? A me a tratti la tua voce ricorda un po’ La Roux, non so però se la conosci e ti piace.
Ci sono state molteplici influenze, siamo partiti dalla musica ambient di Detroit per passare ad un periodo lounge erotico anni ’70, poi classici soul ed elettronica post internet come Arca e Oneothrix Point Never. Conosco La Roux ma non credo sia fra le mie influenze principali. Forse Elisa, che ascoltavo da adolescente, in modo subconsciente, ha influenzato molto il mio modo di cantare (il vibrato, lo Yodel) ma è una cosa inconsapevole di cui mi sono resa conto solo recentemente.

Il video di Comet è davvero psichedelico, guardandolo mi sono chiesta dove è stato girato?
È stato girato in un parco acquatico fuori Milano, ma sicuramente molto è stato fatto dal lavoro di post produzione dei registi e anche di per sé dal concerto che lo caratterizza: quello di un vortice emotivo, un caos temporaneo, che ti scaraventa a destra e sinistra ma che poi finisce nella quiete.

Negli ultimi anni la scena elettronica italiana ha subito un risveglio incredibile con tantissimi nomi riconosciuti anche all’estero, tu però sei la prima donna che si affaccia da sola in questo vasto mondo di suoni, che affetto ti fa?
Purtroppo ci sono pochissime donne nell’elettronica italiana, ma spero di essere una delle pioniere di un diverso decorso della storia musicale.

Che musica ti piace ascoltare, cosa c’è nel tuo ipod?
Un po’ di tutto, dalla musica soul di Timmy Thomas e Diana Ross ad Arthur Russels e Klaus Schulze.

Come ti piacerebbe che si sentissero le persone che ascoltano la tua musica, pensi mai al tuo pubblico?
Il mio progetto non è solamente musicale, i visual giocano un ruolo importantissimo. Vorrei che il mio pubblico riuscisse a percepire quella sensazione di smarrimento e allo stesso tempo di meraviglia, perché le comete sono stelle che muoiono, ma restano un magnetico spettacolo della natura.

Il fine settimana del Glue prosegue sabato 16 con i Finisterre e Babylon K.

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