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Lorenzo Mattotti omaggia la Toscana sul The New Yorker

Una campagna da sogno è stata scelta dall’illustratore italiano

La Toscana di Mattotti

La Toscana è finita sulla colpertina di uno dei più importanti periodici americani. Conosciuto in tutto il mondo il The New Yorker ha sempre affidato le sue copertine ad alcuni degli illustratori più famosi del mondo.
Il The New Yorker è un importante periodico statunitense nato nel 1925 che pubblica reportage, commenti sociali e politici, critica, saggi, narrativa, satira, vignette e poesia, edito dalla Condé Nast Publications. La rivista esce quarantasette volte l’anno, con cinque dei suoi numeri a coprire un arco di due settimane.
La copertina di un numero di agosto è stata realizzzata dall’autore di fumetti e illustratore italiano Lorenzo Mattotti che ha voluto così omaggiare la sua amatissima Toscana.

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Lorenzo Mattotti (Brescia, 24 gennaio 1954) è un autore di fumetti e illustratore italiano.
Nel 1983, a Bologna, unisce un gruppo di disegnatori bolognesi quali Igort, Daniele Brolli, Giorgio Carpinteri con i quali crea il gruppo Valvoline, con cui gestiscono il supplemento della rivista Alter Alter, la stessa con cui, nel 1981, sotto la direzione di Oreste del Buono, aveva pubblicato il suo primo lavoro, Incidenti. Sul supplemento Mattotti pubblica alcuni suoi lavori, Dottor Nefasto e Fuochi. Fuochi è considerato ancora oggi la sua opera migliore: si trova già traccia del suo stile essenziale ma estremamente evocativo, che trae ispirazione dalle tavole di José Muñoz e Carlos Sampayo.
Nel 1990 illustra Pinocchio per l’edizione pubblicata da Rizzoli, nel 1992, su testi di Lilia Ambrosi, pubblica L’uomo alla finestra (Feltrinelli).
Mattotti lavora anche per alcune riviste, cui fornisce illustrazioni e copertine, tra queste ricordiamo The New Yorker, Glamour, Vanity Fair, Cosmopolitan e Le Monde. Le illustrazioni per quest’ultima rivista sono state raccolte, da Nuages, in un portfolio pubblicato nel 1998 (Mattotti pour Le Monde)
Nel 1997 Vince lo Yellow Kid come miglior illustratore all’Expocartoon di Roma.
Nel 1998 si trasferice a Parigi, dove collabora alla realizzazione di manifesti per la promozione culturale della città. Lo stesso anno vince il premio come miglior autore di fumetti all’International ComiCon di San Diego.
Nel 1999 nasce Stigmate: una storia scritta a quattro mani con lo scrittore Claudio Piersanti in cui Mattotti fa un sapiente uso del bianco e nero per narrare una storia tragica e toccante. Originariamente pubblicata in Francia da Seuil, in Italia viene ripresa e pubblicata da Einaudi. Nello stesso anno, per Nuages, illustra la Divina Commedia.
Parallelamente all’editoria, Mattotti lavora anche nel campo della pubblicità, creando disegni e bozzetti per alcune marche famose.
Nel 2000 disegna il manifesto ufficiale del Festival di Cannes.
Nel 2002 esce per Einaudi Jekyll & Hyde, un adattamento del romanzo di Stevenson su testi di Jerry Kramsky.
Nel 2003 pubblica La Stanza per Coconino Press e Il Rumore della Brina, con testi di Jorge Zentner, per Einaudi. Lo stesso anno dà il via con l’amico Jerry Kramsky alla saga dei Pittipotti, una serie di libri per bambini che vede finora pubblicati quattro volumi, tutti per l’editore Orecchio Acerbo: L’isola dei Pittipotti (2003), Alla ricerca dei Pittipotti (2003), La scomparsa dei Pittipotti (2004) e I Pittipotti e la tartarugosa (2004).
Nel 2006 il regista Renato Chiocca gli dedica un film documentario, Mattotti, distribuito in dvd dalla Pan Distribuzione, in cui insieme a testimonianze dirette di amici e collaboratori come Jerry Kramsky e Art Spiegelman, si entra in silenzio nel suo atelier parigino.

Fonte: Matteo Stefanelli su Fumettologicamente

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