L'Università è il motore di sviluppo di Pisa: vale 650 milioni all'anno

Una ricerca sull'impatto dell'Ateneo pisano sul territorio ha dimostrato la sua importanza per la crescita economica e per i posti di lavoro

Il vero motore di sviluppo per Pisa? La sua Università. La presenza dell'ateneo infatti attiva ogni anno una produzione di oltre 650 milioni di euro e circa 7.300 posti di lavoro nella provincia, numeri importanti che crescono fino a 810 milioni di euro e 8.400 unità di lavoro in ambito regionale e fino a 1.400 milioni di euro e 13.000 unità di lavoro a livello nazionale. Sono questi i dati principali elaborati nel Rapporto di Sostenibilità dell’Ateneo pisano, per la parte che riguarda l’analisi dell’impatto economico di questa istituzione sui vari ambiti territoriali, che è stato presentato ieri a Pisa. nell’ambito del seminario su “Università e territorio”.

Il Rapporto sull’impatto economico, curato dalla professoressa Ada Carlesi con la collaborazione dell’Irpet, è frutto di una ricerca rigorosa, che ha potuto contare sull’utilizzo di metodologie e tecniche particolarmente sofisticate. I risultati finali, che riguardano il 2014, anno di riferimento dello studio, descrivono in tutta la loro consistenza gli effetti, diretti e indiretti, che la presenza dell’Ateneo ha sull’economia dei diversi contesti territoriali considerati, testimoniando nello stesso tempo l'efficacia delle politiche espansive messe in atto dall’Università nell'ultimo periodo.

“Questi dati – ha commentato il rettore Massimo Augello – hanno un significato preciso: l’Ateneo, con la sua presenza, produce su Pisa in particolare, ma anche in ambiti territoriali più vasti, una forte spinta alla crescita dell’economia. Sarebbe utile confrontare i livelli di produttività dell’investimento che si registrano nel settore universitario con quelli di altri settori che beneficiano di ingenti fondi pubblici: si scoprirebbe che investire nell’alta formazione e nella ricerca vuol dire sì puntare sul futuro, della società e dei nostri giovani, ma anche dare un impulso forte e dai ritorni immediati alle economie locali e del paese in generale”.

07/07/2016