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Made in Tuscany ecologico: ecco gli ‘Oscar Green’ dell’agricoltura

Dalla riscoperta dei testaroli alla innovativa ‘agrchips’, dal ‘papilBò’ alla birra agricola, tante idee di successo 100% Made in Tuscany

Oscar Green

Sempre più giovani lasciano la città per tornare in campagna e avviare un’attività agricola. È proprio questo il connubio su cui punta il concorso Oscar Green giunto alla sua undicesima edizione, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, che in tutti questi anni ha cercato di dare visibilità a tutti quei ragazzi che hanno costruito con spirito di sacrificio realtà imprenditoriali diventate parte dell’eccellenza italiana.

Sporcarsi le mani e investire nella terra per realizzarsi professionalmente: l’agricoltura è anche questo, continue opportunità sulle quali puntare tra tradizioni passate, esperienze presenti e innovazioni future. È questo il senso di questo riconoscimento che la nostra organizzazione da agli under 35 che in questi anni si sono impegnati in modo crescente rinnovando la nostra agricoltura” ha dichiarato Tulio Marcelli presidente di Coldiretti Toscana.

A contendersi l’ambito trofeo 67 candidati provenienti da tutta la regione con idee innovative ed imprese di successo suddivisi nelle 6 categorie in concorso: Agri-You, Campagna Amica, Crea, Fare Rete, Impresa 2.Terra e We Green. Nello spirito del concorso, sono state premiate quelle idee imprenditoriali che hanno saputo maggiormente coniugare tradizione e innovazione, con un occhio di riguardo riservato ai progetti che hanno come obiettivo la tutela e l’arricchimento del nostro territorio.

Per la categoria ‘Agri-You‘ ha vinto la Cooperativa Artistotele di Campagnatico in provincia di Grosseto una Onlus, fortemente radicata nel territorio con una spiccata vocazione sociale. Nel 2010, il grande balzo con una nuova sede per la  lavorazione di miele, polline e pappa reale. E poi via a portare i frutti del lavoro nei mercatini e nella maggior parte dei negozi tipici della Maremma.

Per la categoria ‘Campagna Amica’ ha vinto l’impresa agricola Testarolando di Pontremoli in provincia di Massa Carrara. Hanno vinto perchè hanno riscoperto i Testaroli, tipico piatto della Lunigiana, secondo alcuni risalente alla tradizione dell’antica Roma. Utilizzano la farina del grano coltivato in azienda o da filiere corte. Con un ambizioso progetto Slow Food hanno recuperato un tipico grano antico chiamato “Ventitré”, una varietà rustica ed autoctona, che nel tempo è stata soppiantata da grani più produttivi. Il rustico grano “Ventitré” viene curato e mantenuto sano dall’amorevole cura dei contadini della valle dove tradizione ed innovazione hanno trovato il loro equilibrio.

Per la categoria ‘Crea’ ha vinto la Cooperativa Semia di Montemassi in provincia di Grosseto. Il legame con il territorio e la qualità di prodotti sicuri e genuini, sono ormai un cavallo di battaglia del marketing ortofrutticolo. Con queste basi la Cooperativa Semia di Montemassi (Gr) ha sviluppato il progetto “Maremma che…®patata”, puntando sull’origine di prodotti a Km 0, garantendo al consumatore la provenienza di ciò che acquista. Rispettando l’antica tradizione contadina e grazie all’energia e la fantasia della giovane Cooperativa è nato un nuovo ed esclusivo progetto: “Agrichips” la prima patatina fritta coltivata con cura e rispetto per l’ambiente e trasformata direttamente dalla Cooperativa.

Per la categoria ‘Fare rete’ vince l’impresa agricola ‘Michele Satta S.S.’ di Castagneto Carducci in provincia di Livorno. ‘PapilBò’: quando la natura incontra l’eleganza, ovvero il vino di Bolgheri adesso lo si può anche indossare. Giacomo Satta e Federico Socci, ottimo artigiano creano papillon utilizzando legni pregiati come barriques, olivo e cipressi di Bolgheri. Non è solo un papillon, ma è un viaggio tra gusto, visione e sapori. Ogni papillon viene fatto e creato a mano in modo da garantire al cliente un prodotto unico e dal design originale targato Made in Tuscany. Un papillon diVino.

Per la categoria ‘Impresa 2 Terra’ vince la Cooperativa Agricola La Diana di Isola d’Arbia in provincia di Siena. La Diana è una Cooperativa Agricola che gestisce a Isola d’Arbia (Si) il primo birrificio agricolo, tanto legato al territorio da utilizzare per le proprie birre orzi distici coltivati nella zona. Dal 2016 una nuova ricetta prevede l’utilizzo del fagiolo zolfino della Penna. Questa ricetta si rifà allo stile Saison di origine belga dal quale trae spunto per il lievito utilizzato e per l’impiego di prodotti stagionali, come il termine stesso “saison” fa intuire. A seguito di un ammostamento particolare il fagiolo zolfino dona a questa birra bionda, dal discreto grado alcolico, un corpo importante.

Per la categoria ‘We-Green’ vince, infine, l’impresa agricola Maesta della Formica Società Agricola S.S di Careggine in provincia di Lucca. Producono composte, confetture di frutta sciroppi, gelèe, mostarde, canditi, sott’oli, creme spalmabili a partire da tutto ciò che di bello e vero il territorio offre. Siamo a Careggine nello splendido contesto del Parco delle Alpi Apuane. Le specialità più originali sono le confetture di susina selvatica e fiori di sambuco, di pesca dal sangue ed elicrisio, di sambuco, di mela lugliese ed abete, di pera e fieno, spalmabile alla nocciola selvatica e latte d’alpeggio, dulche de leche di latte d’alpeggio e molto altro. Un festival di sapori ed odori che dalle Apuane allieta le tavole di molti.

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