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Maggio Musicale: Cutaia, Mehta e Gatti rinunciano al 50% dei loro compensi, taglio ai biglietti

Bilancio in rosso di oltre tre milioni di euro. Per la nuova edizione del festival il commissario Cutaia taglia i prezzi dei biglietti: il massimo cala da 190 a 110 euro, il minimo da 50 a 35 euro

“Si può fare qualche sogno con meno risorse finanziarie” queste le parole del commissario del Maggio Musicale Fiorentino Onofrio Cutaia che in una conferenza stampa mercoledì 5 aprile a Firenze ha presentato le principali novità sulla nuova edizione del Festival.

“La situazione che ho trovato è una situazione molto dura, ha aggiuntomolto complessa per l’anno 2022 che si chiuderà con un forte disavanzo e il 2023 si avvia ad avere uno squilibrio difficile, se non fosse che da 15 giorni a questa parte stiamo cercando di lavorare con umiltà, ma molto determinazione, per tamponare le ferite che provocano l’emorragia. Posso dire che l’emorragia si sta fermando ma occorre una cura molto molto forte perché si possa arrivare a guarire il malato”.

Il primo annuncio importante è che per aiutare il teatro i maestri Daniele Gatti e Zubin Mehta rinunciano al 50% del loro cachet.

Per quanto riguarda i tre festival messi in campo nel 2022 (le due iniziative satellite che si sono aggiunte al tradizionale Festival del Maggio Fiorentino) Cutaia ha detto che probabilmente non resteranno, la formula sarà rinnovata.

“Credo che il futuro di questo teatro debba essere la sostenibilitàha dichiarato il commissario Cutaia – e credo che sia nostro dovere dare una possibilità vera alle persone che abitano in questa città e non solo di poter avere un accesso più semplice. Quindi a titolo di esempio il biglietto massimo che si aggirava intorno ai 180-190 euro sarà di 110 euro così come abbiamo rivisto anche l’accesso degli ingressi che costano meno, non ci sarà più un ingresso minimo che costa 50 euro, ma sarà a 35 euro”.

“Si poteva fare di più – ha aggiunto – ma dovete pensare che l’obiettivo che abbiamo è il perseguimento, che però non può avvenire subito, del riequilibrio finanziario”.

La situazione del Maggio: bilancio 2022 in rosso di oltre 3 milioni

Cutaia ha poi spiegato che del Fondo salvadebiti, erogato dallo Stato all’ente lirico, “è stato speso molto. Sono stati spesi tra gli 8 e i 10 milioni di euro, quello è uno dei punti dolenti, è un danno fatto, e troveremo un modo per rimediare”.  Il bilancio 2022 ha una sofferenza di più di 3 milioni di euro.

Per il futuro economico dell’ente lirico il commissario conta sul Fus “che è davvero importantissimo. Lo stiamo aspettando, per noi sarà molto importante” e poi sulle “norme che ci sono già e che dovremo utilizzare con molta cognizione di causa” per poi “vedere se in alcuni casi speciali, come il nostro, ci possa essere un sostegno più particolare”.

Rispondendo a chi gli ha chiesto se i lavoratori del Maggio rischino la cassa integrazione, Cutaia ha detto di poterne parlare dopo il 25-28 aprile. “Io spero proprio di escluderlo – ha detto -, i lavoratori sono il bene più prezioso del teatro e hanno già sofferto. Ho molto rispetto per il loro lavoro e speriamo bene”.

Infine Cutaia ha ringraziato il ministro Sangiuliano “per la fiducia riposta alla mia persona, spero di ringraziare l’unità di Governo immaginando un progetto da cui ripartire. Non impiegheremo troppo tempo perché questo teatro e il suo bilancio diventino una casa di vetro, un obiettivo che ho sempre perseguito in passato nelle mie esperienze lavorative. Dobbiamo capire le dimensioni di questo teatro per capirne le prospettive. Ad aprile analizzeremo a fondo il nostro bilancio. Faremo la prima variazione commissariale dove metteremo a nudo tutto, facendo un’analisi seria delle voci di bilancio. Il governo ci è vicino, come il sindaco e l’amministrazione della città”.

85esimo Maggio Musicale: il programma

Nella programmazione lirica restano confermati i primi due titoli entrambi diretti da Zubin Mehta.

Il Don Giovanni di Mozart sarà l’opera inaugurale del Festival in scena dal 30 aprile al 12 maggio nell’allestimento del Festival di Spoleto con la regia di Giorgio Ferrara, le scene di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo e i costumi di Maurizio Galante; e l’atteso Otello di Verdi che per la prima volta sarà proposto al pubblico fiorentino nella Sala grande, con la regia di Valerio Binasco, le scene di Guido Fiorato e i costumi di Gianluca Falaschi.

L’ultima opera del Festival sarà invece un altro dei titoli prediletti dal direttore principale del Maggio Daniele Gatti: Falstaff di Giuseppe Verdi, l’ultimo, grande, capolavoro della produzione verdiana. L’allestimento è quello messo in scena al Maggio nel novembre 2021 con la regia di Sven-Eric Bechtolf, le scene di Julian Crouch, i costumi di Kevin Pollard.

La programmazione sinfonica passa da 8 a 11 concerti: il maestro Gatti, come annunciato, darà il via – sabato 22 aprile prossimo – all’85ª edizione del Festival con un concerto sinfonico con composizioni di Richard Wagner e Richard Strauss; a

Altra importante tappa è quella del 10 maggio, giorno dedicato al progetto “Viva Verdi” messo in cartellone per contribuire all’acquisto da parte del Ministero della Cultura di Villa Sant’Agata, la casa-museo di Giuseppe Verdi, e un fuori programma il 17 giugno, al Visarno Arena con l’Orchestra del Maggio impegnata con i leggendari The Who.

Restano in cartellone tutti i concerti precedentemente annunciati e che vedranno sul podio Zubin Mehta il 29 aprile e il 25 maggio e Myung-Whun Chung il 5 maggio.

A seguito della cancellazione del maestro Orozco-Estrada e Jordan, il concerto del 19 maggio verrà diretto da Diego Ceretta giovane neo direttore principale dell’Orchestra della Toscana.

Al calendario sinfonico sono stati aggiunti il concerto del 10 giugno con l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Daniele Giorgi e un ulteriore importante impegno del maestro Daniele Gatti che affronta per la prima volta l’integrale delle sinfonie di Pëtr Il’ič Čajkovskij in tre concerti: il 22 giugno, il 28 giugno, e 1 luglio alle ore 20 in Sala Mehta.

I solisti impegnati a fianco dei Direttori sono Julia Hagen con Ceretta, Andrea Lucchesini con Zubin Mehta il 25 maggio e Christiane Karg e Michèle Losier, ancora con il maestro Mehta, nel concerto del 29 aprile.

Il Festival chiuderà i battenti il 13 luglio con i Carmina Burana di Carl Orff, sul podio Paolo Carignani e i solisti dell’Accademia del Maggio.

Per gli spettacoli per bambini, le scuole e le famiglie continua la feconda collaborazione con Venti Lucenti che con Manu Lalli metterà in scena La Historia de Carmen, tratta da Carmen di George Bizet, in programma dall’1 al 7 giugno in sala Mehta, con l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Giuseppe La Malfa.

Per festeggiare l’inaugurazione del Festival, domenica 23 aprile 2023 è stato varato il progetto “Ben venga il Maggio! Musica nella città” in collaborazione con Anbima APS (Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome) grazie al quale Firenze sarà “invasa” dalla musica delle bande toscane.

Le esibizioni dei complessi si terranno in varie piazze del centro della Città; al tramonto le bande si riuniranno in Piazza Vittorio Gui, davanti al Teatro del Maggio, per un pirotecnico finale al quale parteciperanno anche i Musici del Calcio Storico Fiorentino.

Infine nel mese di maggio è in calendario un importante convegno internazionale, a cura di Giancarlo Landini e Giovanni Vitali, imperniato sulla figura di una delle più celebri e acclamate artiste di tutti i tempi: Maria Callas. “La fiamma possente” è il titolo del convegno che vedrà impegnate numerose personalità a tratteggiare gli esordi del leggendario soprano: gli appuntamenti sono il 19, 20 e 21 maggio 2023.

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