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Manifattura toscana? Nella media Male le piccole e grandi imprese

Nei dati della ricerca Unioncamere-Confindustria, il manifatturiero cala dello 0,3% nel trimestre. Bene legno ed elettronica

Dati manifattura Toscana

Una ‘stabilità’ che non prosegue lo slancio del trimestre precedente. Nel report trimestrale (periodo aprile-giugno 2015) presentato da Unioncamere-Confindustria Toscana sullo stato del comparto manifatturiero a livello regionale, emerge una lieve contrazione dello 0,3% che le due associazioni spiegano con la discesa produttiva del polo siderurgico di Livorno.

Piccole, medie e grandi imprese. Una stagnazione frutto del calo nelle aziende con 10-49 addetti, diminuita dell’1,1%, nonostante la tenuta del canale estero, con un +1,8% il fatturato estero e un +1,1% degli ordini esteri. Numeri ancora più pesanti per le aziende con oltre 250 addetti – collocate per lo più nel siderurgico e nel farmaceutico – che diminuiscono del 2,7% la produzione, ma che hanno fatturato (+8,3%) e ordinativi (+6,3%) in crescita sia sul mercato estero (rispettivamente +8,0% e +7,2%) che su quello interno (+8,5% e +5,4%). Positivo tout-court il trimestre delle aziende con 50-250 dipendenti : produzione (+3,1%), fatturato (+0,4%)e gli ordini (+3,0% nel complesso) tutti in attivo.

“I numeri dell’economia toscana sono la dimostrazione che i germogli della ripartenza fanno fatica a trasformarsi in quella ripresa sostenuta e duratura di cui abbiamo bisogno dopo otto anni di trincea – commenta ilpresidente di Confindustria Toscana Pierfrancesco Pacini – Le spinte favorevoli date dall’export e, finalmente, anche dalla domanda interna, vanno sostenute con politiche industriali adeguate e strutturali per rafforzare l’intensità e la velocità del nostro recupero”.

Nel dettaglio, il legno ed il mobilio registrano un ottimo +8,1% alla voce produzione, grazie anche alle agevolazioni sugli acquisti di mobili e elettrodomestici destinati a immobili in ristrutturazione, che hanno favorito anche l’elettronica (+3,6%), al secondo posto della graduatoria regionale per tasso di crescita. Positive anche meccanica (+3,5%), l’alimentare (+3,0%), la chimica (+2,3%) e i mezzi di trasporto (+1,5%). Negativi i restanti settori, oltre alle già citate farmaceutica e dai metalli (-4,7%), con il sistema moda (-3,3%), che raggiunge il -5,5% nella concia-pelletteria, e i minerali non metalliferi, che subiscono un calo del 2%.

Gli imprenditori sono consapevoli delle pesanti difficoltà della finanza pubblica e della riduzione dei trasferimenti statali – chiosa Pacini – ma sono altrettanto convinti che in questo momento vada fatto il massimo sforzo sulle politiche di sostegno agli investimenti pubblici e privati per lo sviluppo dell’economia. Per questo diventa ancora più essenziale la selezione delle priorità e dei progetti su cui puntare”.

 

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