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Moda: alla vigilia di Pitti segno più per il comparto maschile

Il 2011 si chiude con un incremento del giro d’affari del 3,4%

moda made in italy sfilata

Dopo un triennio in area negativa, la moda maschile italiana torna ad evidenziare un risultato positivo nel 2011, che dovrebbe archiviarsi con un incremento del giro d’affari pari al +3,4% (corrispondente a poco meno di 8,4 miliardi di euro). Su questi dati pesa però il nuovo peggioramento del quadro congiunturale, specialmente dell’area euro, che si è verificato a partire dall’estate dello scorso anno.
Secondo le prime stime elaborate da Sistema Moda Italia (SMI) e diffuse oggi alla vigilia di Pitti Immagine Uomo
(in programma dal 10 al 13 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze) il vestiario esterno dovrebbe chiudere l’anno con un recupero del +4,7%, un trend positivo registrato anche da maglieria esterna e pelle, mentre è stabile la camiceria (+0,5%). In flessione invece la dinamica della produzione italiana (-8,9% su base annua) a causa dell’aumento dell’import e dei prezzi delle materie prime. La maggiore spinta all’industria italiana della moda maschile arriva dal mercato estero che, dopo la bassa crescita del 2010, ha avuto nel 2011 un incremento a due cifre (+10,4%), così come l’import (+10, 2%).

Nei primi nove mesi del 2011 (quindi prima del nuovo ripiegamento macroeconomico dell’area euro) l’export si è rafforzato con un incremento a due cifre nelle vendite estere di vestiario esterno (+13,3%), maglieria (+12,8%) e camiceria (+12,6%) e confezione pelle (+24,3%). Rimane bassa la crescita delle vendite nel mercato comunitario (+8%), meglio nell’area extra-UE (+20,5%). I migliori mercati di sbocco nella UE rimangono Francia (+11,8%), Germania (+11,1%), Spagna (+7%) e Regno Unito (+15,5%), mentre nelle aree extra-UE sono in ripresa gli USA (+18,8%), Hong Kong (+42,2%), Cina (+72,6%) e il Giappone (+23,6%). Nei primi nove mesi del 2011 è proseguito il trend positivo per l’import di menswear (+12,7%), primo fornitore rimane la Cina (+8,1%), seguito dalla Romania (+19,1%), in crescita anche l’importazione dal Bangladesh (+36, 5%). La domanda interna resta in area negativa per il quarto anno consecutivo (-1,7%), al contrario invece è proprio la domanda estera, specialmente extra -UE, a far sperare in una tenuta del trend affermatosi nel 2011 nel settore della moda maschile. Fanno ben sperare i risultati degli ordini della prossima primavera-estate 2012, in crescita del +6,6% all’estero e nel mercato interno (+3,3%).

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