Monitoraggio Lungarno Torrigiani: arriva il robot subacqueo del DIEF

Il drone acquatico "Marta" utilizzato solitamente per scovare reperti archeologici è stato messo a punto dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Firenze

Prosegue l’azione di monitoraggio dell’Arno da parte dei ricercatori dell’Ateneo fiorentino. Martedì 7 giugno verrà impiegato il “drone acquatico” Marta (Marine robotic tool for archaeology), il robot autonomo subacqueo non filoguidato messo a punto dal team del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF).

“Pur essendo stato sviluppato per ricerche di archeologia subacquea – spiega Benedetto Allotta, direttore del DIEF - Marta è dotato di sensori acustici ed ottici che possono essere vantaggiosamente utilizzati in molti altri contesti di interesse come, ad esempio, la biologia, il monitoraggio ambientale e le indagini geo-morfologiche”.

La telecamera di bordo consentirà di acquisire immagini se la visibilità sarà adeguata, mentre il sonar frontale di scoperta permetterà di raccogliere informazioni circa lo stato del fondale anche in situazioni di scarsa visibilità.

“L’utilizzo di droni acquatici, anche in team misti con droni aerei, apre la strada a buone pratiche di monitoraggio costante dei bacini fluviali a scopo di prevenzione. Questo  – conclude Allotta – comporta un maggiore risparmio rispetto all’utilizzo di imbarcazioni con equipaggio”.

 

06/06/2016