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Montececeri, il mitico colle del “volo di Leonardo”

La storia di un luogo ricco di fascino da cui si tentò uno degli esperimenti più arditi della storia

Chi percorre gli stretti sentieri che si arrampicano su Montececeri nei pressi di Fiesole non può non ricordare la leggendaria impresa di Leonardo da Vinci e del suo aiutante Zoroastro da Peretola, che da questo colle tentarono di spiccare il volo con una macchina di cui rimane traccia negli straordinari disegni del genio di Vinci. Nelle memorie di Gerolamo Cardano troviamo scritto: “Anche Leonardo da Vinci tentò di volare, ma mal gli intervenne”, che starebbe ad indicare l’esito poco felice della sperimentazione. La tradizione vuole infatti che il suo aiutante Zoroastro, sottratta la macchina a Leonardo, si sia gettato da un dirupo del colle e si sia rotto le costole e una gamba atterrando in un punto segnato ancora oggi da un cippo nel terreno annesso alla villa Boscobello di proprietà dei Ginori. Un lapide posta sullo spiazzo alla sommità del monte riporta invece la profezia del volo, che lo stesso Leonardo annotò sul Codice del Volo degli uccelli. I riferimenti storico-culturali non sono l’unica attrattiva di questo angolo di collina fiesolana. Montececeri è una delle aree protette meglio conservate della provincia di Firenze. Il bosco, composto in gran parte da cipressi e lecci, ricreato grazie agli interventi del corpo forestale dello stato a partire dal 1929, ospita varie specie animali come scoiattoli, istrici, volpi e cinghiali. Fin dai tempi antichi, questo luogo venne sfruttato, come la vicina Maiano, dai cavatori, la cui presenza è testimoniata da numerosi ruderi usati come rifugio. Le ultime cave furono abbandonate alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Montececeri offre molte opportunità per escursioni a piedi essendo attraversato dal sentiero numero 7 del Cai.

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