Zebre in piazza a Pietrasanta per gli 'erratici' Herreman e Cavenago

Gli scatti di Bart Herreman e le sculture di Umberto Cavenago a confronto con 'Erratico'. Mostra a quattro mani che si svilupperà tra Piazza Duomo, Chiesa e Chiostro di Sant’Agostino. Dal 26 ottobre al 26 gennaio

Da sabato 26 ottobre (opening ore 18) al 26 gennaio 2020, gli spazi espositivi di Pietrasanta (Lu) - da Piazza del Duomo, alla Chiesa di Sant’Agostino fino al vicino Chiostro - saranno il suggestivo scenario della mostra "Erratico", che mette a confronto due artisti che operano in due arti diverse come la fotografia e la scultura, ma che hanno molti tratti in comune.

Si tratta di Bart Herreman (27 fotografie di cui 6 di grandi dimensioni) e dello scultore Umberto Cavenago (20 opere). La mostra è promossa dal Comune di Pietrasanta, dal sindaco Alberto Stefano Giovannetti e dall’assessore ai beni e alle attività culturali Massimo Mallegni, curata da Mauro Daniele Lucchesi dell’Associazione Quattro Coronati (catalogo con testo critico di Alessandro Romanini).

Le opere dei due artisti saranno disposte secondo un allestimento concepito espressamente per gli spazi di Pietrasanta. Ma pur operando in campi diversi, sia Herreman che Cavenago condividono una comune ricerca legata alla sintassi dello spazio e della materia, e un approccio strumentale alla tecnologia.

Le sculture e le installazioni di Umberto Cavenago nascono per dialogare con la dimensione architettonica come dimostrano quelle esposte e utilizzano e sperimentano tutte le potenzialità tecniche, materiche e volumetriche della dimensione plastica. Una cifra stilistica che ha caratterizzato la sua poetica e condotto a esporre in prestigiose sedi e rassegne nazionali e internazionali, dalla Biennale di Venezia del 1990 curata da Giovanni Carandente, passando per il Martin Gropius-Bau di Berlino e la Biennale di San Paolo e quella di Johannesburg a cui si aggiunge la Quadriennale di Roma, dal Museo Reina Sofia di Madrid al Magasin di Grenoble fino Museo Pecci di Prato e la Fondazione Pomodoro, per citarne alcune.

scultura cavenago2

Per Bart Herreman la fotografia non è uno strumento di semplice registrazione oggettiva della realtà, ma si inserisce in quel solco che dalle avanguardie storiche di inizio secolo (Man Ray, Moholy Nagy) prosegue per tutto il XX secolo fino ai nostri giorni nella promozione dello strumento fotografico come mezzo espressivo al pari di pittura e scultura. L’artista belga ha sperimentato tutte le potenzialità della fotografia come mezzo espressivo, passando da quella di moda al ritratto fino a quella artistica tout court, entrando a far parte di collezioni pubbliche e private a livello internazionale.

Utilizza tutte le possibilità delle nuove tecnologie digitali per creare spazi fantastici ma verosimili, utilizzando la fotografia in una direzione pittorica, intervenendo cioè sulle singole componenti visuali, da quelle cromatiche a quelle luministiche e naturalmente sulla scelta e disposizione delle componenti narrative dell’inquadratura.

Entrambi gli artisti progettano una strategia espressiva che intende coinvolgere lo spettatore in maniera attiva, costringendolo a crearsi una propria narrazione individuale, che lo scuota dall’apatia della percezione troppo distratta dall’invasione quotidiana d’immagini da parte dei mass-media e dei social network.

«Le opere di Bart Herreman e Umberto Cavenago propongono allo spettatore un rapporto diverso con lo spazio e con l’opera d’arte e allo stesso tempo» spiegano il curatore Mauro Daniele Lucchesi e il critico Alessandro Romanini. «Una lettura alternativa della visione, liberata dalla razionalità funzionale che caratterizza la nostra epoca. Una dimensione in cui l’umano e l’animale possono convivere oppure dove forme plastiche non naturali, sono parte integrante di un edificio o di una piazza. La tecnologia per i due artisti non è un fine, funzionale alla stupefazione ma uno strumento per creare immagini e forme plastiche innovative. Un nuovo percorso erratico come indica il titolo, e dove i due artisti hanno trovato a Pietrasanta un luogo ideale per ospitare le loro opere. Una città che ha un rapporto secolare con la bellezza e la sperimentazione formale, la storica capacità di produzione artigianale di scultura e architettura, l’approccio alla tecnica e alla tecnologia e la genetica predisposizione alla collaborazione fra artista e artigiano. Tutto questo rappresenta un humus fertile per una ricezione sensibile di forme espressive innovative».

La mostra “Erratico” sarà aperta dal 26 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020 (ingresso libero). Orario: da martedì a venerdì (16-19), sabato-domenica (10-13 e 16-19). Aperture straordinarie: primo novembre, 24, 25, 26 e 31 dicembre 2019, 1 e 6 gennaio 2020 (16-19).

Info
www.museodeibozzetti.it

18/10/2019