Enogastronomia/

Mugello, uniti per la salvaguardia del tartufo

Un accordo tra Comunità Montana, organizzazioni agricole e associazioni tartufai

Nasce dalla volontà di tutelare e valorizzare le aree tartufigene del Mugello l’accordo quadro che la Comunità Montana Mugello presenterà e illustrerà al convegno dell’Associazione Tartufai del Mugello “I tartufi del Mugello” sabato 12 marzo alle 9,30 alla saletta comunale Pio La Torre a Borgo San Lorenzo. Un accordo col quale, in sostanza, si intende favorire una stretta collaborazione tra enti locali, associazioni dei tartufai e organizzazioni di categoria agricole, con comuni e reciproci impegni.

“L’accordo, già discusso con i soggetti interessati ed anche con i Comuni, ha l’obiettivo di agevolare in base ad elementi conoscitivi e schemi di contratto condivisi, l’incontro e gli accordi tra proprietari e tartufai, trovando un punto di equilibrio tra i diversi interessi – sottolinea il presidente della Comunità Montana Mugello Stefano Tagliaferri -. Del resto, la piena conoscenza dell’importanza e del valore delle aree tartufigene da parte delle proprietà ed il loro mantenimento e valorizzazione tramite il coinvolgimento delle associazioni dei tartufai – aggiunge -, sono il migliore strumento per tutelare le aree tartufigene stesse, che rappresentano una importante risorsa del territorio del Mugello”. Se le organizzazioni di categoria agricole si impegnano a coinvolgere i propri soci, proprietari privati di fondi o conduttori “a verificare se nei terreni di loro proprietà ricadono aree di effettiva produzione tartufigena” per tutelare e conservare gli ambienti di crescita del tartufo, le associazioni dei tartufai si impegnano a collaborare con loro per localizzare le tartufaie e le zone da migliorare o idonee, oltre che per la gestione della raccolta dei tartufi, mentre la Comunità Montana Mugello, oltre a fare da garante, si rende disponibile a concedere alle associazioni terreni del patrimonio agricolo forestale regionale e, nell’ambito dell’attività di bonifica, a “salvaguardare le aree e le piante tartufigene, individuate anche su indicazione delle associazioni dei tartufai, adottando gli opportuni accorgimenti nell’attività di taglio della vegetazione e di ripulitura dei corsi d’acqua a fini idraulici”.

L’ente montano mugellano, inoltre, coinvolgerà e solleciterà i Comuni affinché chi ancora non l’ha fatto inserisca “negli strumenti urbanistici le aree tartufigene come invarianti strutturali da salvaguardare”, e si adottino negli interventi sulle aree pubbliche vocate alla produzione di tartufi, dove possibile e compatibilmente con altri vincoli ed esigenze, le norme tecniche previste nella pubblicazione “Gli ambienti tartufigeni del Mugello, anche con la piantumazione di specie arboree e arbustive simbionti.

I più popolari su intoscana