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Mukki Latte verso la venditaColdiretti, i toscani sono contrari

Il gigante del latte Granarolo pronta ad acquistare la quota azionaria del Comune di Pistoia. Ma un sondaggio on line dice che 9 cittadini su 10 non vogliono che l’azienda diventi privata

mukki

Movimenti in corso sulla Mukki Latte, l’azienda partecipata fiorentina che vende latte ai toscani. Il Comune di Pistoia è pronto a cedere la quota azionaria della società al 18 per cento. Gli altri azionisti, che potrebbero decidere di andare nella stessa direzione, sono: il Comune di Firenze (43%) e la Regione Toscana, tramite la sua finanziaria Fidi (23%).

Nel frattempo il gigante del latte Granarolo ha già manifestato interesse a comprarsi la quota pistoiese. Anche se al momento l’amministrazione comunale non ha pubblicato nessun bando. Il sindaco Bertinelli ha comunque assicurato che la gara avrà dei paletti molto stringenti sia sulla riconferma del personale sia sulla valorizzazione della filiera corta.

Non pare comunque che i toscani gradiscano una eventuale vendita ai privati della centrale del latte. Secondo un sondaggio online svolto da Coldiretti, quasi 9 toscani su 10 (86%) sono contrari alla vendita di Mukki. Solo il 10% è d’accordo con una sua eventuale cessione.

Il 4% ha manifestato la sua indifferenza mentre il 96% ha voluto esprimersi confermando la grande attenzione e sensibilità nei confronti della centrale del latte e del suo futuro.

Per Coldiretti la Mukki “è una realtà strategica per la realtà fiorentina e toscana” che ha saputo, in questi anni, coniugare una dimensione economica sostenibile a valori, storia ed identità. Coldiretti, così come molti fiorentini e toscani, si legge in una nota, teme una “svendita” della centrale del latte per accontentare, in tempi brevi, la legge che obbliga gli enti locali alla dimissione delle partecipazioni.

“Chi si assumerà la responsabilità della vendita di questa meravigliosa realtà del nostro territorio – precisa Coldiretti – dovrà tenere conto della storia e dell’esperienza di un’azienda che ha chiuso, per il quinto anno, con un bilancio positivo tutelando l’occupazione e rilanciando la filiera del latte”.

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