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“Noi partigiani”, dove la Resistenza è memoria viva (anche in Toscana)

E’ online da qualche giorno noipartigiani.it, una raccolta di video-interviste a partigiane e partigiani di tutta Italia, 14 quelle toscane

noipartigiani.it

Il mese di aprile è quello della “Resistenza”. Il movimento di liberazione dal nazifascimo che, affiancando le truppe alleate, contribuì con valore e con un grande sacrificio di vite umane a rendere l’Italia libera, democratica e antifascista, adesso ha “una casa online”.

Per celebrare e non disperdere l’enorme patrimonio di memoria e vissuto umano e civile è nato il sito noipartigiani.it, un vero e proprio “Memoriale della Resistenza” che l’Anpi – l’associazione dei partigiani – ha messo a disposizione di tutti: 500 video-testimonianze, un’enorme raccolta di parole, sentimenti e di vite di donne e uomini che in prima persona furono diretti protagonisti di quella stagione.

Con le loro scelte di rivolta e generosità – dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 – diedero vita a una nuova visione del mondo. Quei 20 mesi hanno cambiato la storia dell’Italia e sono rappresentati al meglio nella nostra Costituzione.

Un lavoro di volontari guidati da Laura Gnocchi e Gad Lerner

Il Memoriale è frutto del lavoro, durato oltre due anni, di numerosi volontari coordinati da Laura Gnocchi e Gad Lerner che hanno incontrato partigiane, partigiani, internati militari: “La ricerca, avviata nel 2019 prima della pandemia Covid che ha falcidiato questa generazione, portatrice di un prezioso deposito di memorie e di insegnamenti, è ancora in divenire – scrivono Gnocchi e Lerner. L’obiettivo è di raccogliere qui il massimo numero di testimonianze dei protagonisti della Resistenza, comprese le molte rilasciate in precedenza e disseminate in vari archivi. Chiunque abbia dato il suo contributo, piccolo o grande – continuano i due giornalisti – merita di essere ricordato con riconoscenza da chi ha avuto la fortuna di nascere in un Paese che trova nella Costituzione repubblicana, per sua natura antifascista, le basi della convivenza democratica”.

Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale dell’ANPI – © Sito Nazionale ANPI

Orgoglioso di questo lavoro, incredibile e prezioso, è il Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale dell’ANPI: “Quando Laura Gnocchi e Gad Lerner proposero questo progetto a Carla Nespolo, la presidente nazionale dell’ANPI accettò con entusiasmo, facendolo proprio. Questo è uno scrigno che contiene e conserva le parole e i volti di tante partigiane e partigiani”. E aggiunge guardando al futuro: “Ragazzi di allora che parlano ai ragazzi di oggi, come se dicessero che sì, si può e si deve cambiare, mettendosi in gioco. Un messaggio che propone una tensione alla cittadinanza attiva, un impegno che accomuna la generazione della radio a quella del web”.

noipartigiani.it, il “Memoriale della Resistenza”, è un mosaico pieno di voci, di nomi, di volti con la sintesi delle loro esperienze, armate e disarmate, la ricostruzione dei fatti della Storia, episodi di eroismo spesso inconsapevole, sofferenze e atrocità subite, la rappresentazione d’insieme delle varie anime della Resistenza e delle condizioni sociali e culturali in cui sono maturate. La piattaforma noipartigiani.it è di semplice consultazione e dopo il primo blocco di testimonianze, le altre (già registrate e in fase di montaggio) seguiranno per il 2 giugno e il 25 luglio.

Le 14 storie toscane da Livorno a Prato 

Nel sito è possibile effettuare, oltre la ricerca tra partigiane e partigiani, anche quella per Regione. Ed ecco che, tra le 500 testimonianze, emergono – al momento – 14 voci e racconti di donne e uomini toscani.

Tra le storie toscana raccolte su noipartigiani.it c’è quella Ubaldina Pannocchia di Livorno, staffetta partigiana e autrice del libro “Nonna… raccontami!” che ricorda di essere scampata all’arresto perché si nascose dentro un pianoforte. La famiglia inizialmente era all’oscuro che lei facesse la staffetta partigiano. E poi: “Mi chiedi se ne è valsa la pena? Sì, senza ombra di dubbio. Quando i tedeschi arrestarono mio fratello mi convinsi che era venuto il momento di reagire. E quindi iniziai a portare medicine e pane ai partigiani. E così sono arrivata ad oggi!”.

E poi non mancano le storie forti e struggenti come quella di Lauretta Federici nata a Vinca (MS) il 2 febbraio 1937. È stata testimone dell’eccidio di 173 persone avvenuta nel suo paese il 24 agosto 1944 ad opera di fascisti e di tedeschi agli ordini del maggiore Walter Reder, l’ufficiale che ordinò le strage di Marzabotto. La sua testimonianza è raccolta nel libro “Noi, Partigiani”. Racconta Lauretta: “Ricordo il primo giorno. Tanta paura. Stavano arrivando i tedeschi che bruciavano tutto. I miei fratelli erano fuori, siamo andati a cercarli. Li abbiamo trovati e siamo tornati a casa, quindi preso un pò di cibo e siamo andati via per i boschi. Scappati, io a piedi nudi. Con le spine dei castagni. Abbiamo quindi trovato quelli del paese”. E poi continua il racconto con crescendo di paura e terrore: “I tedeschi ci cercavano come si cerca una lepre. Noi eravamo lì ad aspettare la morte. Il giorno dopo con l’arrivo di mio padre siamo andati verso la montagna. A un certo punto abbiamo visto i tedeschi e ci siamo fermati dietro un cespuglio. Tutto il giorno lì fermi. A un certo punto, i tedeschi, hanno incontrato un gruppo di ragazze, hanno cominciato a spingerle e poi una di queste aveva un bambino. Un tedesco l’ha preso, l’ha lanciato in aria e un altro gli ha sparato un colpo come se fosse un piccione”.

Il racconto di Lauretta è limpido chiaro e poi la strage di Vinca: “E poi hanno ammazzato quelli del paese, casa per casa. Volevano uccidere tutti e con le ragazze furono ancora più crudeli. Non si sono accontentati di ucciderle ma le hanno seviziate. Non si può non pensare a loro, i miei paesani, soprattutto in occasione della ricorrenza del 24 d’agosto”. E chiude il racconto con una fusione tra passato e presente: “Quando sono andata in Germania qualche tempo fa con mio marito e abbiamo passato il confine e mi è “salita” un’angoscia e una paura. Ho rivissuto, in quell’attimo, tutti momenti della strage di Vinca”.

I 14 toscani, le loro storie su noipartigiani.it

Anche Mario Frosini di  Scandicci, nome di battaglia “Stracchino” 3ª Brigata Rosselli ricordando quei temi e li attualizza: “Non è questa l’Italia che ci si aspettava. Io sono orgoglioso di aver dato il mio contributo alla lotta per la liberazione però avevamo anche altri obiettivi: quello di raggiungere un livello sociale diverso. Dopo la guerra, invece, iniziarono altre lotte”.

Tra le 14 testimonianze c’è anche quella di Fiorello Fabbri di Prato, nome di battaglia “Fiore” Brigata Buricchi Gap Sulla sua vicenda Giusy Caminiti ha scritto il libro “Né fascista, né soldato”. Anche in lui il ricordo arriva fino ai giorni nostri e lancia un seme di speranza verso le nuove generazioni: “Mio padre era un perseguitato politico. Arrestato più volte dai fascisti. A Narnali ho iniziato ad avere il contatto con il mondo antifascista. Potendo viaggiare anche la notte iniziai a fare la staffetta a 15 anni tra Narnali e San Niccolò. Poi con il tempo feci operazioni anche più pesanti. Organizzai lo sciopero del 7 marzo” – e da lì in poi fu un crescendo di azioni – “E’ stata un’avventura in cui fui capace di scegliere già a 15 anni qual era la parte giusta e quella sbagliata. Essere se stessi e avere le idee chiare sono gli ingredienti fondamentali per affrontare al meglio la vita”.

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

La Costituzione, la Resistenza e Carlo Azeglio Ciampi

noipartigiani.it è quel campanello, quell’allarme, quella sirena che inizia a suonare quando il “buio della ragione” offusca le nostri menti. Quindi quel suono risveglia in noi i valori profondi della nostra Costituzione che come ebbe a dire il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: “... è stata e rimane la mia Bibbia civile, il testo su cui ho riflettuto in ogni momento difficile”. Costituzione, fondata sulla Resistenza.

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