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Niente feste e quarantena a 10 giorni: in arrivo il nuovo Dpcm

Atteso il nuovo provvedimento con le misure anti-Covid. Più controlli sulla movida e smart working, basterà un solo tampone negativo per uscire dall’isolamento.

Mascherina contro il Covid-19 - © FamVeld

Stop alle feste, anche private, e una quarantena più breve, di soli dieci giorni. Sono solo alcune delle misure messe a punto dal Governo che confluiranno nel nuovo Dpcm, che potrebbe essere varato oggi o nei prossimi giorni.
Tra le disposizione previste la quarantena che scende appunto 10 giorni, con i positivi che dovranno fare un unico tampone per ‘uscire’ dall’isolamento, e arriverà il via libera anche ai test rapidi per i contatti stretti.

Jogging senza mascherina, aumento dello smart working

Le mascherine andranno utilizzate anche per l’attività motoria all’aperto, dunque per camminare ma non per fare jogging e footing. Sono vietate le feste private e verranno intensificati i controlli contro la movida, ci sarà inoltre un aumento del ricorso allo smart working nella Pubblica amministrazione.

Il nuovo Dpcm conferma la linea più volte ribadita negli ultimi giorni dal premier Giuseppe Conte: non ci sarà un nuovo lockdown nazionale ma una serie di interventi “mirati e progressivi” per fermare la crescita dei contagi. “Siamo costretti a stringere le maglie – conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza – con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure”.

Il pacchetto da approvare entro il 15 ottobre, data in cui scade l’attuale decreto in vigore, è finito sul tavolo del Comitato tecnico scientifico in una riunione urgente convocata dal ministro Speranza, proprio per confrontarsi con gli scienziati e gli esperti e per definire meglio gli interventi. A partire da come potenziare il sistema di testing visto che ormai da giorni si registrano in molte città difficoltà per l’effettuazione dei tamponi.

Un solo tampone negativo per uscire dall’isolamento

Si è dunque deciso di abbassare il periodo di quarantena da due settimane a 10 giorni e i positivi, per uscire dall’isolamento, non avranno più bisogno del doppio tampone negativo ma ne basterà uno. Sarà una circolare del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza a chiarire le modalità.

Il Cts ha individuato 4 diverse tipologie di situazioni: i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi e i contatti stretti.
I primi dovranno osservare 10 giorni di quarantena, dalla diagnosi di positività, e poi sottoporsi ad un tampone molecolare. Anche i sintomatici dovranno fare 10 giorni di isolamento, ma prima di sottoporsi all’unico tampone molecolare previsto dovranno aver passato almeno 3 giorni senza sintomi. Per i contatti stretti, dopo 10 giorni di quarantena, sarà invece possibile effettuare il test rapido dai medici di base.

Lo ha confermato anche il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: entro una settimana saranno disponibili 5 milioni di test antigenici, “un certo numero dei quali sarà a disposizione dei medici di base” per questo tipo di diagnosi. L’ultima categoria sono i positivi che non riescono a negativizzarsi. Anche per loro, dieci giorni di quarantena e tampone molecolare, ma l’isolamento finirà in ogni caso dopo 21 giorni poiché dopo quel lasso di tempo la carica virale è molto bassa.

Al vaglio nel nuovo Dpcm le misure di freno alla movida

Ma sul tavolo del governo ci sono però ancora diversi nodi, come dimostra la smentita del ministro Speranza ad un documento che è circolato e che contiene una serie di “proposte di nuove misure urgenti il contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”. “È un fake” dice Speranza ma altri ministri confermano, parlando di “bozza di lavoro” che solo in parte verrà recepita nel nuovo Dpcm.

Nel documento ci sono comunque una serie di interventi già annunciati nei giorni scorsi da diverse fonti di governo, di cui si è discusso anche nel corso della riunione e che saranno illustrati dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia alle regioni. Da quelli per frenare la movida – la chiusura di bar, pub e ristoranti alle 24 e lo stop della vendita delle bevande da asporto alle 21 per evitare che si consumi cibo in piedi fuori dai locali – allo stop agli eventi di massa e agli sport amatoriali di contatto come il calcetto. “Agiremo su assembramenti e orari dei locali e sugli sport dove non è possibile usare le mascherine e mantenere le distanze” conferma il ministro che ribadisce il divieto alle feste private.

Il provvedimento dovrebbe inoltre prevedere l‘ampliamento dello smart working al 60-70%, per ridurre non solo le occasioni di contatto ma anche gli spostamenti, mentre non ci sarebbe ancora la quadra su una possibile ulteriore limitazione della partecipazione del pubblico agli eventi sportivi e agli spettacoli.

 

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