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Pegaso d’Oro a Sepùlveda In ricordo di Salvador Allende

Lo scrittore cileno ha ricevuto il massimo riconoscimento della Regione e ha ricordato la sua lotta per la democrazia nel suo paese

sepulveda

Lo scrittore che ha commosso il mondo con la storia di un gatto che insegna a volare a una gabbianella ha una vita che sembra davvero un romanzo. Luis Sepùlveda ha lottato per la libertà e la democrazia in Cile durante il regime di Pinochet, pagando il suo impegno con oltre due anni di carcere durissimo e con un ventennio di esilio, che si è concluso solo nel 1989.
Ieri l’autore de “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” ha ricevuto il Pegaso d’Oro della Toscana,
il maggior riconoscimento assegnato dalla Regione a chi si è distinto nella promozione dei diritti umani.
“Libertà e uguaglianza, ecco i due valori intorno a cui si sviluppa la sensibilità culturale, politica e umana di Sepùlveda – ha sottolineato il presidente della Regione Enrico Rossi nel consegnare il Pegaso allo scrittore cileno – con i suoi romanzi ha insegnato ciascuno di noi a fare la differenza, a coltivare la capacità di immaginare un mondo migliore.”

Nella sala del circolo delle Vie Nuove di Firenze gremita fino all’orlo Sepùlveda si è detto onorato di essere premiato dalla Toscana, una terra che durante la Seconda Guerra Mondiale ha combattuto ed è stata liberata dai partigiani. “Ma l’onore più grande della mia vita è stato quando ero un ragazzo di 21 anni e Salvador Allende mi ha scelto per far parte della sua guardia personale” ha raccontato lo scrittore ricordando il presidente cileno, proprio nell’anno in cui ricorre il 40esimo anniversario del sanguinoso colpo di stato militare di Pinochet.
“Il ricordo di Allende è la parte più viva della mia memoria e della mia vita, era un uomo di una profondissima umanità e ancora oggi resta un esempio per i giovani di tutto il mondo. Amava il cinema, in particolare un film italiano, “I mostri” con Gassman.”

Dal passato al presente, Sepùlveda che ormai vive stabilmente in Europa
(“Ho fondato un grande famiglia qui, ho due figli in Svezia e tre in Germania”) non ha smesso di seguire le vicende politiche del suo paese e non solo. Dopo una battuta sulle elezioni in Cile e sulla candidata di destra Evelyn Matthei non ha risparmiato nemmeno Silvio Berlusconi. “Dopo 20 anni di corruzione e di scandali che hanno reso ridicola l’Italia nel mondo è il momento che si faccia da parte” ha detto lo scrittore proprio mentre il Parlamento votava la decadenza da senatore di Berlusconi.

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