"Piano Cittadinanza di genere 2012-2015": 900mila euro dalla Regione

Quattro azioni per sostenere il ruolo delle donne nella società attuale tra lavoro, volontariato, formazione e impegno degli enti locali

Il documento di attuazione del Piano regionale per la Cittadinanza di genere 2012-2015, che contiene le iniziative per il 2013 e le risorse per attuarle (quasi 900 mila euro), è stato approvato con delibera dalla giunta regionale nell’ultima seduta.

Le quattro azioni previste dal documentoha spiegato l’assessore al welfare con delega alle pari opportunità Salvatore Alloccaconfermano il percorso avviato dalla Regione con l’approvazione della legge 16 del 2009 sulla cittadinanza di genere che individua, da un lato, interventi legati alla conciliazione vita-lavoro e alla valorizzazione della donna nelle professionalità e nella condizione socio economica e, dall’altro, interventi formativi e di sensibilizzazione nelle scuole volti a favorire l’equa distribuzione delle responsabilità familiari uomo-donna, nonché la diffusione e la conoscenza del principio di parità. Vengono consolidate le esperienze positive finora realizzateha concluso Alloccaed attivati strumenti che, sebbene previsti dalla legge regionale, non era stato possibile attivare in una sua prima applicazione”.

La prima azione, che assorbe la maggior parte delle risorse a disposizione (760 mila euro da suddividere equamente tra le Province), contiene le iniziative per la conciliazione vita-lavoro. Il ruolo di promozione e coordinamento nella formazione degli accordi territoriali di genere continueranno a svolgerlo le Province, come previsto dalla legge regionale. Confermati i progetti per la lotta agli stereotipi di genere nelle scuole e per quei servizi che promuovono la condizione socio economica delle donne e la conciliazione vita-lavoro (servizi scolastici integrativi, interventi specifici di politiche family friendly come attivazione o implementazione di asili nido aziendali pubblici e privati, attivazione di formule organizzative facilitanti la conciliazione vita lavoro nelle imprese private come la flessibilità oraria e il telelavoro).

La seconda (risorse disponibili quasi 95 mila euro) riguarda il cosiddetto Bando Associazioni, previsto dalla legge regionale per valorizzare il ruolo propositivo e progettuale delle associazioni territoriali attive nel settore
. Anche per il 2013 sarà emanato uno specifico bando rivolto alle Associazioni iscritte ai registri regionali del Volontariato o a quelle il cui statuto o atto costitutivo prevede la diffusione e l’attuazione del principio di pari opportunità fra donna e uomo, la promozione e la valorizzazione della condizione femminile e l’aiuto alla tutela in giudizio nel caso di violazione dei diritti.

La terza (40 mila euro) prevede la conferma del cofinanziamento del percorso formativo “Busy Ness Women – Madrefiglia”, realizzato in collaborazione con Unioncamere Toscana. Per il 2013 in particolare sarà incrementata di 20 ore l’offerta formativa su ciascuna macroarea e costituita una una Rete sperimentale tra le imprese riconducibili alle Mentor – Mentee non solo delle edizioni in corso, ma anche di quelle precedenti, in grado di far riferimento ad una filiera (es. filiera turistica) nell’obiettivo di promozione reciproca delle attività.

Infine la quarta (risorse da definire), il bilancio di genere, strumento di analisi previsto dalla legge regionale come strumento di monitoraggio e valutazione delle politiche regionali in tema di pari opportunità.

Dopo i due bandi del 2012, volti ad incentivare l’approvazione di un bilancio di genere da parte degli Enti locali, anche nel 2013, si intende iniziare un percorso interno per l’adozione del bilancio di genere da parte della Regione.

08/06/2013