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Pisa: dall’Ateneo alla casa editrice, ecco l’University Press

In occasione del Pisa Book Festival abbiamo intervistato Claudia Napolitano, responsabile operativo della prima tra le editrici universitarie italiane

In occasione del Pisa Book Festival abbiamo avvicinato il banchetto espositivo di una casa editrice del tutto particolare. Si tratta della Pisa University Press, che pur non essendo mai mancata all’appuntamento con la kermesse pisana, salta subito all’occhio per la sua peculiarità: è infatti una delle quindici realtà editoriali legate agli atenei presenti in Italia e, tra queste (a loro volta collegate tra loro in una rete di scambio e collaborazione), svolge il ruolo di vera e propria capofila.

La Pisa University Press nasce con l’obiettivo di valorizzare da un punto di vista prettamente editoriale l’ampia e multiforme produzione culturale dell’Ateneo e del territorio pisano. L’intenzione non è certo quella di impaginare dispense, ci spiega il responsabile operativo Claudia Napolitano, ma di proporre veri e propri libri che siano capaci di stare sul mercato. La casa editrice infatti vive di ciò che riesce a produrre. Essendo direttamente legata alla realtà universitaria, questa particolare impresa editoriale si propone di diventare un punto di riferimento nel panorama delle pubblicazioni universitarie italiane, garantendo una qualità conforme ai parametri scientifici riconosciuti a livello di valutazione della ricerca.

Scendendo nel dettaglio delle principali pubblicazioni, Claudia Napolitano ci dice che “un elemento importante nella nostra produzione è l’alto grado di specializzazione che negli ultimi anni stiamo raggiungendo nel settore giuridico. Abbiamo ottimi contatti non solo a livello locale ma anche e soprattutto nazionale. Per esempio abbiamo acquisito una storica rivista, Archivio penale, vero e proprio punto di riferimento dei penalisti italiani; e, sempre in ambito giuridico, abbiamo pubblicato Giustizia Criminale, l’opera in sette volumi dell’illustre penalista Tullio Padovani, senza dimenticare il lungo e collaudato rapporto che abbiamo instaurato col Consiglio Nazionale Forense e in particolare con la Scuola Superiore dell’Avvocatura, l’ente preposto alla formazione dei 200.000 avvocati italiani”.

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