Pisa, università sulle orme del Medioevo

Una ricerca fa luce sui tracciati appenninici percorsi da pellegrini e cavalieri. E sugli antichi ospedali

Sono le aree montane le più difficili da indagare, archeologicamente parlando. La ricerca è difficile e dispendiosa. Ma il team del dipartimento di Scienze archeologiche di Pisa, guidato dal dottor Massimo Dadà, assegnista di ricerca, non si è arreso. E ha riportato alla luce la viabilità storica medievale sui versanti dell'Appennino, tra Lunigiana orientale e Reggiano, tra i quali il Parco Nazionale dell'Appennino tosco emiliano. Si tratta del progetto “Viabilità tra pianura Padana e Tirreno”, nato nel 2008 con la fondamentale collaborazione delle soprintendenze per i Beni Archeologici di Toscana e Emilia Romagna.

Grazie allo studio delle carte e alle indagini sul campo, condotte tra le province di Parma, Reggio Emilia, Massa Carrara e Lucca, il gruppo è riuscito ad individuare alcuni tratti ben conservati di due antichissime direttrici: quella che veniva chiamata la Strada Parmesana, che collegava il Passo del Cerreto con Pratizzano e poi procedeva verso la val d'Enza, e la strada della valle del Secchia che scendeva dal passo del Cerreto verso Castelnovo ne'Monti. Strade percorse mille anni fa da mercanti, cavalieri, briganti e pellegrini.

Le ricognizioni hanno riportato alla luce anche un antico ospedale
, grazie agli scavi archeologici effettuati dagli universitari pisani. Si tratta dell'ospedale di San Lorenzo nel "Passo dell'Ospedalaccio". “Le nostre ricerche - spiega Dadà - ci hanno permesso di individuare la piccola cappella dedicata probabilmente a San Lorenzo e una capanna in legno, purtroppo dalla funzione incerta”. Accanto alla cappella vi sono altri edifici probabilmente dedicati all'accoglienza. "Infatti - chiarisce Dadà - più che di un ospedale nel senso proprio del termine, nel Medioevo si parla di ‘ospizio' o ‘ospitale', un luogo che dava accoglienza e conforto religioso ai pellegrini".

Il prossimo passo è quello di andare alla ricerca dell’antico monastero di Linari, che insieme all’ospedale di San Lorenzo rappresentava un punto cruciale per chi percorreva i passi appenninici nell'antichità. L'esistenza di questo luogo è testimoniata da un documento del 1045 e il legame con l'antica viabilità è certificato anche dall'ubicazione in prossimità di un importante passo appenninico, oggi noto come Lagastrello. Il progetto si concluderà quest’anno con convegno in tema.

10/01/2011