Pitti Uomo: il salone fiorentino della moda chiude a 24mila buyers

Un'alta affluenza di compratori da tutto il mondo per l'edizione numero 91: in testa le presenze da Stati Uniti, Germania, Giappone, Cina

Si è chiuso con un'altissima affluenza di compratori da tutto il mondo l'edizione numero 91 di Pitti Uomo, il salone fiorentino della moda che ha registrato la presenza di oltre 24.300 buyers, provenienti da oltre cento paesi, e un totale di 36.000 visitatori.

Germania, Giappone, UK, Francia, Spagna, Olanda, Cina e Stati Uniti si piazzano ancora una volta ai primi posti della classifica delle presenze; un più che confortante recupero della Russia fa da contraltare a un robusto calo degli arrivi dalla Turchia; mentre i principali mercati dell'Europa dell'Est e del Nord (soprattutto Svezia e Danimarca, mercati affluenti e sofisticati per il sartoriale e la moda di ricerca) si confermano in costante aumento.
Arrivano defezioni da paesi come Irlanda, India, Messico ed Emirati Arabi, ma resta stabile nel complesso l'area del Sud-Est asiatico, con paesi strategici come Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan e Singapore.

"Siamo davvero contenti di questa edizione di Pitti Uomo - dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - Quanto alla presenza dei buyers sono ovviamente molto soddisfatto della partecipazione estera, che si è confermata sugli altissimi livelli della scorsa edizione invernale (circa 8.800 persone) e tutto sommato mi sembra un buon risultato anche quello italiano (-3.5% rispetto a gennaio 2016), considerando l'altalena di stati d'animo, sentimenti e proiezioni sul futuro che il nostro paese sta vivendo da qualche tempo: si parla comunque di ben 15.500 compratori italiani e quelli più importanti erano tutti in Fortezza da Basso". O

16/01/2017