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Plasticaia, la mostra di Victoria DeBlassie a Villa Romana

A Firenze, fino all’8 giugno, sarà possibile ammirare l’installazione artistica che indaga sui temi dell’ambiente e dello sviluppo ecologico

Qualche giorno fa, l’Unione Europa si è espressa sulla necessità di diminuire drasticamente il consumo di plastica. Nei prossimi anni, diremo addio a bicchieri, posate, piatti usa e getta, cotton fioc e cannucce. Questa decisione nasce per una serie di motivi, tra cui l’intento di preservare l’ambiente e promuovere uno stile di vita più ecologico.

Da questi temi, parte anche la riflessione di Victoria DeBlassie, artista nata e cresciuta Albuquerque che, proprio in questi giorni, espone le sue creazioni nel giardino di Villa Romana a Firenze. Fino all’8 giugno, infatti, è possibile ammirare e conoscere il suo progetto Plasticaia, un neologismo coniato dalla stessa artista, grazie all’unione dei termini plastica e limonaia. Si tratta di un’installazione che fa parte della serie Gestalt of a Crate e che rimanda a un senso di responsabilità ambientale.

Abbiamo fatto un paio di domande all’artista per capire meglio cosa ci dobbiamo aspettare da Plasticaia. Ecco le sue risposte:

Victoria, che cos’è per te Plasticaia?

V: Plasticaia è un’installazione che ho creato presso Villa Romana per riflettere sul rapporto tra natura e uomo. Concettualmente, la plastica è sia un sostantivo, che si riferisce alla materialità di un oggetto, sia un aggettivo, che si riferisce alla capacità di qualsiasi materiale o cosa di essere modellato in una particolare forma. Plasticaia è un neologismo che ho creato per fare riferimento a due concetti: la plastica e la limonaia. Ciò che queste due idee hanno in comune è il fatto di poter essere manipolati e modellati in base ai bisogni o ai desideri umani. Proprio come i giardini del Rinascimento italiano hanno modellato la natura in specifici progetti ordinati, destinati a mostrare o “contenere” dimostrazioni prodigiose del dominio dell’umanità sulla natura, gli umani hanno successivamente preso quest’idea e creato oggetti che funzionano allo stesso modo per dimostrare la nostra capacità di forzare la natura nell’eseguire un dato risultato desiderato; così, la creazione di oggetti mai visti prima d’ora che proliferano il mondo in modi che minacciano l’equilibrio ecosistemico.

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Quali tematiche e passioni ti hanno spinto a realizzare Plasticaia?

V: Mi interessa la crisi ambientale e i miei lavori sono uno strumento per attirare l’attenzione su questa realtà. Io indago su questo tema costruendo un “giardino” simmetrico all’interno della “limonaia” della serra di Villa Romana, creando un parterre le cui siepi sono costituite da cassette colorate di plastica esageratamente alte. In queste siepi architettoniche, si trovano piccoli tubi riempiti con i ritagli di plastica e terra in cui giacciono piantine di agrumi. La tensione tra i materiali artificiali derivati dalla natura e le piantine crea un senso di speranza e di tristezza: la natura trova sempre un modo per perseverare e tuttavia l’impatto umano sull’ambiente è apparentemente incontrollabile. Io miro a creare una consapevolezza corporea sull’influenza umana sull’ambiente e promuovere uno spostamento delle priorità culturali, elevando i bisogni fondamentali e il riuso creativo dei materiali.

Dal Nuovo Messico a Firenze: sei giovanissima e hai già vissuto una marea di esperienze in giro per il mondo. Dove ti vedi in futuro?

V: Grazie! Mi fai sentire più giovane! Comunque è vero, ho girato tanto per il mondo, ma sai una cosa? Vorrei restare qui in Italia! Mi vedo qui a insegnare arte agli studenti italiani e internazionali a livello universitario, magari mostrando le mie creazioni.

 

Informazioni:
Villa Romana, via Senese, 68, 50124 Firenze
Orari di apertura: da martedì a venerdì, dalle ore 14 alle 18 e su appuntamento.
Il finissage è in programma per l’8 giugno a partire dalle ore 19:30.

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