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Prato: il tessile reagisce alla crisi

Il distretto toscano ha retto l’impatto negativo meglio degli altri in Italia

tessile

Prato ha retto l’impatto della crisi meglio degli altri distretti tessili. Nonostante la batosta del 2008, con effetti negativi anche nell’anno successivo, alla fine del 2009 si sono registrati alcuni dati che possono essere interpretati come segnali di ripresa. Il quadro emerge dai risultati dell’osservatorio sui bilanci delle società di capitali del distretto, pari a 1147 unità, promosso da Unione industriale e Camera di commercio, con il contributo della facoltà di economia di Firenze.

Il confronto con gli altri distretti ha evidenziato per le imprese pratesi una caduta del fatturato e della redditività generalmente minore rispetto a Como, Biella e alle altre realtà.
Nel 2009 il fatturato aggregato è diminuito del 15%. Questa contrazione repentina ha inciso profondamente sulla redditività, ma nel 2009 le imprese con bilancio in utile si sono attestate al 53% circa, in leggera risalita rispetto al 2008, segno che delle contromisure sono state adottate.

Ad essere penalizzati maggiormente, quanto a perdite di fatturato e redditivita’, sono stati i settori del meccanotessile e delle lavorazioni conto terzi. Le performances relativamente migliori si sono avute nelle confezioni e nella maglieria. I produttori di filato hanno subito perdite inferiori rispetto ai produttori di tessuto. Il condizionamento delle imprese cinesi non è rilevate.
Le società di capitali cinesi con requisiti tali da essere prese in esame nell’ambito della ricerca sono appena 47, con un’incidenza del 2% sul fatturato complessivo oggetto dell’osservatorio. Comunque segnano una buona vivacità sul fronte dell’andamento del fatturato, ma con livelli di redditività paragonabili alle altre.
(Toscana TV)

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