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Progetto Bosco-Energia: ecco i primi interventi in Toscana

L’obiettivo è quello di sviluppare la filiera corta attraverso l’istallazione di impianti di cogenerazione

Un seminario per rilanciare il progetto Bosco Energia in Toscana e per fare il punto sullo stato dei primi interventi per lo sviluppo della filiera corta attraverso l’installazione di impianti di cogenerazione: si è tenuto presso la sede di UNCEM Toscana, in via Cavour 15 a Firenze. Al seminario sono intervenuti: Gianni Salvadori, Assessore regionale all’agricoltura, Oreste Giurlani, Presidente UNCEM Toscana, Loris Rossetti, Presidente della Seconda Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Consiglio Regionale, Mario Rodriguez, Animazione territoriale, Elisabetta Gravano, Regione Toscana,  Nazzareno Belleggia, Presidente TUA.

La Regione Toscana, nel mese di luglio dell’anno  scorso, ha firmato insieme a UNCEM un accordo quadro volto ad incentivare la produzione di energia attraverso l’utilizzo di biomasse legnose e scarti delle lavorazioni forestali, per produrre calore ed elettricità sfruttando le risorse di cui disponiamo naturalmente sul territorio.
Nel documento, la Regione ha messo a disposizione il patrimonio forestale in accordo con le Unioni dei Comuni e le Comunità montane, l’UNCEM si è impegnata a fare in modo che i comuni interessati abbiano individuato nel proprio territorio, la possibile ubicazione degli impianti di cogenerazione.
La produzione di biomasse legnose e la loro utilizzazione energetica a livello locale rappresenta un’importante via di sviluppo per i territori rurali e montani e può essere un mezzo per la realizzazione di interventi di manutenzione del bosco e di conservazione del territorio, per la messa in sicurezza e per la riduzione del rischio idrogeologico.
La Regione negli ultimi anni ha avviato politiche di sviluppo e di sostegno alle energie da fonti rinnovabili, con particolare attenzione alle biomasse forestali e agricole. In particolare l’assessorato all’agricoltura, tramite l’attuazione del Programma degli investimenti per la produzione di energia nelle aree rurali, con una dotazione finanziaria di 8 milioni di euro, ha finanziato gli enti pubblici territoriali per la realizzazione di piccoli medi impianti di teleriscaldamento e cogenerazione.
Grazie a questo programma sono stati finanziati 10 impianti in provincia di Firenze, 6 in provincia di Lucca, 6 in provincia di Arezzo, 8 in provincia di Pistoia, 4 in provincia di Siena, 2 in provincia di Prato, 2 in provincia di Massa Carrara. Complessivamente verranno installati circa 25 megawatt termici a servizio di 88 utenze pubbliche e 1079 utenze private consentendo un risparmio annuo di circa 260.000 tonnellate di anidride carbonica.

“Abbiamo già alle spalle un anno di lavoro- ha dichiarato il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani – sia politico-istituzionale sia da parte dei Comuni e delle Unioni Montane che hanno aderito al protocollo siglato l’anno scorso con la Regione Toscana, che ha previsto due percorsi possibili: la disponibilità del demanio regionale e la disposizione di risorse per la forestazione e per l’idraulica forestale nei territori dove verranno realizzati impianti di cogenerazione o di teleriscaldamento a biomasse legnose. Sarà inoltre attivato un percorso sperimentale con “Giovani Sì” che vedrà la possibilità per molti giovani di svolgere stage formativi retribuiti. Insieme alla Regione abbiamo scelto la strategia di trovare dei partner privati, che siano intenzionati a fare investimenti e a realizzare impianti sul territorio, che grazie all’utilizzo di biomasse legnose consentano importanti ritorni economici ed occupazionali a livello locale. Bisogna lavorare per accelerare questo percorso, dato che lo sviluppo della filiera corta è una grande opportunità non per gli enti locali, ma anche per l’occupazione e per le imprese. Metteremo inoltre in atto un percorso di animazione territoriale di informazione e di comunicazione condiviso, guidato da UNCEM e dalla Regione per coinvolgere direttamente la cittadinanza”.

“Soprattutto in una regione boschiva come la nostra è fondamentale rilanciare la filiera corta – ha detto Loris Rossetti, Presidente della Seconda Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Consiglio Regionale della Toscana – e l’utilizzo delle biomasse legnose per la produzione di energia sia termica che elettrica. Con questo protocollo puntiamo ad installare gli impianti di teleriscaldamento e cogenerazione vicino alle aree forestali. Questo consentirà di innescare un meccanismo di produzione e di sviluppo economico, creando occupazione e facendo al tempo stesso manutenzione e tutela del territorio. In questa importante giornata di approfondimento, vogliamo sensibilizzare gli amministratori locali e l’opinione pubblica e dare un ulteriore slancio per portare avanti la filiera corta e la realizzazione di impianti di cogenerazione e di teleriscaldamento a biomasse agroforestali”.

“E’ il momento di ragionare davvero in maniera concreta – ha dichiarato Gianni Salvadori, Assessore regionale all’Agricoltura – dato che in Toscana, da qui al 2020, dobbiamo raddoppiare la nostra produzione di energia e ridurre la quantità di CO2 nell’atmosfera. E’ necessario diffondere una nuova cultura rispetto alla tutela dell’ambiente e alla salute del bosco attraverso un’efficace campagna di animazione e informazione sul territorio. Le istituzioni devono realizzare una mappa delle zone non idonee alla realizzazione di impianti a biomasse, che in ogni caso potranno essere realizzati soltanto a condizione che ci sia una filiera corta certificata, che segua tutti i passaggi del processo, dall’utilizzo delle biomasse legnose agroforestali alla produzione di energia rinnovabile. Puntiamo a costruire piccoli impianti di cogenerazione e teleriscaldamento che si inseriscano bene nel territorio e nel paesaggio della nostra regione. Sono convinto che l’agricoltura e la forestazione torneranno ad essere un elemento centrale per lo sviluppo della Toscana. Intanto dobbiamo preparare i cittadini e proporre loro un nuovo percorso per aprire prospettive future non solo di sviluppo economico ma anche socio-culturale. Produrre più energia pulita significa anche più occupazione, più salute e più benessere per i cittadini e vuol dire guardare avanti con fiducia nel futuro”.

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