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Quando il rock diventa “social” Intervista a Fabio Zaffagnini

A BTO – Buy Tourism Online a Firenze, abbiamo ascoltato l’ideatore del video Rockin’1000, realizzato per portare i Foo Fighters in Italia

Fabio Zaffagnini

Lo diciamo da anni ma, forse, non ci crediamo fino in fondo: il web – in particolare i social network – ha una potenza straordinaria. Le informazioni arrivano sullo schermo di centinaia di persone con la velocità di un click e, coloro che condividono gli stessi interessi hanno così la possibilità di raggrupparsi e creare veri e propri movimenti culturali.

D’altronde, i proverbi non hanno tutti i torti quando dicono che “l’unione fa la forza”. Abbondoniamo la teoria e concentriamoci su un caso specifico, attuale e più che mai unico.

Parliamo di come le nuove tecnologie, unite alla passione per la musica, hanno realizzato il sogno di un paese intero: convincere i Foo Fighters ad esibirsi in un concerto in Italia.

Avrete sicuramente visto il video di Rockin’1000, un video – diventato subito virale – a dir poco sensazionale che riprende più di 1000 musicisti che suonano insieme “Learn to Fly”, il capolavoro della band capitanata da Dave Grohl. Lo scopo era quello di sensibilizzarli e convincerli a far tappa a Cesena: cosa che ha avuto successo, dato recentemente, la città romagnola ha fatto da cornice alla performance da 10 e lode.

Abbiamo intervistato Fabio Zaffagnini, un “dreamer” al quale dobbiamo questo importante avvenimento artistico.

Fabio, originario di Cesena, dirige la start-up Trail Me Up, un servizio che consente di fare visite virtuali su sentieri italiani e stranieri. Prendendo come ispirazione il film School of Rock, diretto da Richard Linklater nel 2003, ripercorre l’esempio di Jack Black che, circondato dai fans, chiede ai Led Zeppelin di utilizzare Immigrant Song come colonna sonora. Solo in quel modo è stato possibile convincerli a cedere i diritti.

Nello stesso DVD, si dice anche che per ottenere qualcosa bisogna chiederla, urlando a squarciagola con altre persone. Noi aggiungiamo: meglio se a “gridare” sono gli hashtag e le tastiere.

Foto di Antonio Viscido

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