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Regione e Procure insieme contro le frodi alimentari in Toscana

Firmato a Siena il protocollo d’intesa per creare una task force che aumenti i controlli e tutelare così maggiormente i prodotti toscani

Tutelare il Made in Tuscany e combattere le frodi agroalimentari, rafforzando le attività di controllo esercitate dei dipartimenti di prevenzione delle Asl e delle Procure. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi a Siena dal presidente della Regione, Enrico Rossi, e dai procuratori della Repubblica di Firenze, Siena, Arezzo e Grosseto.

L’azione di rafforzamento si basa sopratutto sul sostegno alle Procure (ma sarà possibile destinare personale anche presso i Tribunali) che verrà assicurato dalla Regione attraverso la messa a disposizione di una task force composta da 50 addetti, 20 amministrativi provenienti dal Sistema sanitario regionale e 30 giovani selezionati attraverso i bandi del Progetto Giovanisì.

 

“Il modello di riferimento – spiega il presidente Enrico Rossi – è quello sperimentato con successo con il progetto ‘Prato lavoro sicuro’ che ha permesso di accrescere il carico di lavoro delle Procure e soprattutto di intensificare i controlli. La Toscana in questo modo intende tutelare le proprie produzioni tipiche, i produttori onesti e contrastare illegalità e frodi, facendo emergere il lavoro sommerso e dando un contributo alla lotta contro l’evasione fiscale. Si tratta di un investimento in sicurezza e legalità unico in Italia che, ne siamo sicuri, darà i suoi frutti”.

Alla Procura generale arriveranno 5 unità in più, 10 sono quelle destinate a Firenze, 7 ad Arezzo, 10 a Grosseto e 18 andranno a Siena. Sarà l’Estar, l’ente regionale di supporto tecnico per le Asl, a selezione attraverso un bando i dipendenti che saranno poi comandati alle Procure. Ai 20 dipendenti Asl si affiancheranno i trenta giovani del servizio civile regionale.

L’intervento integrale del governatore Rossi alla conferenza stampa di Siena


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