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Divari di genere, in Toscana donne ancora penalizzate sul lavoro

E’ quanto emerge dal report realizzato dall’Irpet per la commissione pari opportunità del Consiglio regionale della Toscana

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I divari di genere in Toscana continuano a pesare. E’ quanto emerge dal report realizzato dall’Irpet per la commissione pari opportunità del Consiglio regionale della Toscana. Il rapporto tiene conto di tutte le voci: lavoro, reddito, competenze, tempo e potere. Una fotografia di come gli stereotipi di genere siano duri a morire nonostante i progetti messi in campo negli ultimi anni. Temi affrontati anche nell’ultima Festa della Toscana.

Lo studio ‘Divari di genere in Toscana’ offre uno spaccato della realtà regionale: la media europea dei tassi di attività delle donne tra i 20 e i 64 anni sfiora, nel 2019, il 73%. In Italia è ferma al 60,5% con un “forte divario” tra Nord e Sud. La Toscana con il 70,1% risulta molto vicina, ma al di sotto della media Ue. Insomma bene ma c’è ancora tanto da fare. Al punto che da più parti si auspica un woman deal.

Una donna su due non lavora

Emerge, attraverso i numeri, una realtà ormai ben nota: una donna su due non lavora perché non riesce a conciliare tutte le esigenze: lavoro e famiglia in primis. “Il messaggio che vogliamo lanciare – ha detto il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo presentando l’iniziativa – è che stiamo lavorando per farvi sentire libere. Libere di costruire la vostra strada, senza essere costrette a scegliere tra un figlio e una carriera professionale”.

Il presidente ha ricordato che il lavoro del Consiglio regionale insieme alla Commissione pari opportunità, “prima regione in Italia”, alla nuova legge sulla parità effettiva di genere nelle nomine di carattere regionale. “Abbiamo dato il nostro contributo anche alla norma sulla parità retributiva uomo-donna. Dal 1 gennaio 2022 istituisce per le aziende la ‘certificazione della parità di genere’. Sono previsti sgravo contributivi per chi ne è in possesso”.

Gender gap in Toscana: Toscana al lavoro per azzerarlo

Gender gap azzerato, il progetto Toscana 2050

Per il futuro Mazzeo punta a un grande progetto: Toscana 2050. “Nell’idea che ho di Toscana del Futuro, la cura della famiglia deve essere condivisa fra uomo e donna, padre e madre insieme. Immagino una Toscana con gender gap azzerato molto prima – ha concluso – Deve essere il presente e in certe realtà per fortuna lo è. Insomma, c’è ancora tanto da fare, ma tutti insieme, passo dopo passo, possiamo e dobbiamo arrivare”.

Divari di genere, gli uomini hanno più chance

Dal rapporto emerge anche che in Toscana gli uomini hanno una probabilità di essere occupati del 18% superiore a quella delle donne. Va meglio per coloro che conseguono la laurea: le giovani laureate al di sotto dei 25 anni hanno un tasso di occupazione ben più elevato dei coetanei. Il dato si riduce nelle fasce d’età fino a 44 anni, in cui la donna può diventare madre. Le dinamiche familiari pesano quindi solo da una parte.

Con la laurea il lavoro ne guadagna

Per le laureate, però, il gap di genere rimane sempre inferiore rispetto ai valori totali. E’ la dimostrazione, spiega il report, che “questo titolo di studio conferisce alla donna non solo una maggiore probabilità di trovare un lavoro regolare, ma anche più risorse per conciliare vita professionale e vita familiare“.

Redditi medi più bassi per colpa del divario

Rispetto alla media Ue, in Toscana la quota di donne laureate è più bassa (24,3% contro il 35,5%) mentre i tassi di occupazione delle laureate stesse, risultano allineati (82,1%). Per quanto riguarda il reddito, le toscane occupate presentano un reddito medio di circa 19mila euro contro gli oltre 24mila dei colleghi occupati. Tale valore, si spiega, “è il risultato di una concentrazione delle donne nei settori in cui i redditi sono più bassi“.

L’83% delle occupate, infatti, si collocano nei servizi, all’interno dei quali il 22% riguarda commercio, alberghi e ristoranti. Il corrispondente totale degli occupati nel terziario è invece del 60%, considerato che gli uomini sono più numerosi nell’industria in senso stretto (25% contro 14%), nelle costruzioni (11% contro 1%) e nell’agricoltura (4% contro 2%).

Pari opportunità, viaggio nelle commissioni in Toscana

Soddisfatta la presidente della commissione regionale per le Pari opportunità, Francesca Basanieri che tanto ha spinto per l’analisi sul gender gap in Toscana. “E’ un punto d’inizio di un percorso che intendiamo avviare attraverso le province della Toscana, per conoscere direttamente le commissioni pari opportunità nelle città, per creare una rete capillare di collaborazione che possa funzionare” ha auspicato.

Dobbiamo proseguire nell’impegno di costruire quella cultura di parità che a volte ci manca. Le donne purtroppo sono raccontate soprattutto per la cronaca quasi quotidiana delle violenze e dei femminicidi o per le eccellenze, che perlopiù fanno colore – ha chiosato – Molto più di rado si racconta il mondo delle donne, delle loro professioni. Questo è il momento migliore per fare il punto anche attraverso i dati”.

Dalla Toscana un patto nel nome delle donne

Bisogna cominciare a far arrivare tutte queste cose che ci diciamo anche agli uomini e l’incontro di oggi non fa eccezione, ce ne sono davvero pochi” ha fatto notare la presidente della commissione Sviluppo economico Ilaria Bugetti. Sarà importante ha fatto notare sfruttare i fondi strutturali per superare nel concreto i divari di genere in Toscana. “L’idea di criteri premianti per le aziende e le imprese che assumano donne è da valutare con interesse. La Toscana non è al punto zero, i nostri bandi sull’imprenditoria femminile hanno avuto successo, ci sono tante donne in agricoltura” ha aggiunto ancora. Insomma, per citare Ilaria Bugetti, dopo il green deal, è l’ora di parlare anche di ‘woman deal’, di un patto delle donne.

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