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Reti di imprese: 3 milioni per le PMI toscane

Dalla Regione un bando per sostenere fusioni, unioni, consorzi. Oggi a Firenze il convegno di Cna

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Le reti di imprese sono uno strumento fondamentale per reggere la competizione internazionale e acquisire competitività senza perdere la specificità delle singole aziende.Questo il tema al centro del convegno che si è tenuto questa mattina all’Istituto degli Innocenti di Firenze,  organizzato da Cna con una sfida: passare dalle attuali cinquecento reti d’impresa a cinquemila.
La Regione punta molto sulle reti di imprese, tanto che ha pubblicato un bando da 3 milioni di euro per sostenerle, incentivando fusioni, unioni, consorzi ma anche la nascita e lo sviluppo di reti di imprese.

“I contributi saranno concessi per finanziare la spese per costituire le reti – ha sottolineato l’assessore alle attività produttive della Toscana, Gianfranco Simoncini, che ha partecipato al convengo – ma anche per sostenere gli investimenti che verranno (macchinari, licenze o consulenze che siano) e perfino per assumere nuovo personale”.
Per le consulenze il contributo è pari al 50 per cento. Per i costi di brevetto e altri diritti di proprietà industriale la percentuale scende al 35 per cento e tra il 20 e 10 per cento, in senso inversamente proporzionale alla grandezza dell’impresa, per tutte le altre spese.
Nel caso di assunzione di nuovo personale l’azienda riceverà invece da 2.000 a 6.000 euro a fondo perduto per ogni nuovo posto di lavoro creato, a seconda ch e il contratto sia a tempo determinato o indeterminato e delle caratteristiche degli occupati, ovvero se sono giovani, laureati, donne, lavoratori in cassa integrazione o in mobilità.

“Per le aziende che costituiscono reti – conclude Simoncini davanti alla platea di artigiani – abbiamo anche pensato a forme di premialità e di priorità in altri bandi. Le piccole e medie imprese hanno fatto la storia economica della nostra regione ma possono anche essere il nostro futuro, soprattutto se impareranno a lavorare in squadra”. In fondo, era stato detto durante la mattina, anche la famosa Silicon Valley americana è una realtà fatte di piccole aziende, tutte in rete. Un esempio, nel mondo, sicuramente di successo.

“Ci può essere sviluppo solo se si investe con convinzione sul manifatturiero – ha concluso l’assessore – è il fulcro del nuovo programma regionale di sviluppo. Ma molte imprese dovranno riposizionarsi: con una maggiore internazionalizzazione, perchè il mercato interno è fermo e l’export è l’unico dato positivo e in crescita, con un maggior investimento su ricerca e innovazione, che poi vuol dire anche aiutare le imprese nell’accesso al credito, come abbiamo sempre fatto, ma anche con un supporto all’aggregazione delle imprese, per l’appunto”.

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