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Ripartono le mostre al Palazzo delle Esposizioni di Lucca con l’Alfabeto universale di Frédéric Bruly Bouabré

Per tutto il mese di aprile la mostra sarà fruibile virtualmente da parte del pubblico attraverso visite guidate online, virtual tour, pillole video e attività digitali

Riparte l’arte al Palazzo delle Esposizioni di Lucca con la mostra antologica “Frédéric Bruly Bouabrè. Arte Alfabeto Universale” dedicata all’artista ivoriano scomparso nel 2014, uno degli autori internazionali più significativi del panorama culturale del secondo dopoguerra.

Frédéric Bruly Bouabré

Chi è Frédéric Bruly Bouabrè

Frédéric Bruly Bouabrè oltre che artista, è stato un instancabile ricercatore della storia del suo popolo e dell’Africa, narratore, poeta, archivista, filosofo, insegnante e scrittore. Nato l’11 marzo del 1921 a Zépréguhé, in Costa D’Avorio, nel 1948 riceve una rivelazione celeste e comincia a creare dei “pictogrammes” che nei suoi 449 simboli vanno a costituire un nuovo alfabeto: il Bété.

Nel 1970, Bouabré comincia a realizzare migliaia di “cartes postales” sui quali disegna con la penna a sfera e pastelli colorati ed intorno ai quale corre un testo che l’artista utilizza per raccontare una storia, un’impressione, per riportare attraverso la rivelazione dei segni, la conoscenza universale.

Autodidatta, a partire dagli anni ’50 ha saputo dare vita a partire ad un vero e proprio alfabeto visuale e grafico, con lo scopo di tenere in vita la memoria e la cultura della sua terra e, sempre attraverso le immagini, creare un linguaggio comprensibile a livello universale per favorire il dialogo fra i popoli.

Una vera e propria missione che l’artista ha portato avanti per oltre sessant’anni, fedele al motto pronunciato dello scrittore africano Hampathe Ba, all’assemblea dell’Unesco nel 1962: “In Africa ogni volta che un anziano muore, è come se bruciasse una biblioteca”.

Bouabrè ha esposto in prestigiosi spazi pubblici e privati internazionali, a partire dalla celebre mostra “Magiciens de la terre”, allestita nel 1989 al Centre George Pompidou di Parigi, che ha portato alla luce per la prima volta l’arte africana contemporanea, e la successiva “Africa Remix”, passando per il Guggenheim Museum di Bilbao, la Tate Modern di Londra e il Portikus di Francoforte. È stato inoltre protagonista di importanti manifestazioni come la Biennale di Venezia, Documenta di Kassel e la Biennale di San Paolo.

Le opere in mostra

L’esposizione presenta oltre 350 opere provenienti da collezioni private e dalla famiglia dell’artista, mettendo in evidenza le varie fasi della sua ultra cinquantennale carriera ed illustrandone i vari aspetti tematici, poetici e biografici grazie ad un ricco corredo di documenti e testimonianze storiche.

Le opere in esposizione, cartoni di piccole dimensioni, su cui l’artista annotava le accurate osservazioni sull’esistente, nascoste sotto la superficie, documentano le varie fasi tematiche dell’artista, da quella dedicata all’alfabeto visuale Bété a quella de “La gioia della nascita” e “L’umanità”, che celebra la parentela, passando per quella de “L’albero della vita” e “La leggenda Zakolo” e le “Pietre di Bekora”, fino ad arrivare a “L’Africa presenta la sua cultura”, “Visione del sole” e quella celebre de “La conoscenza del mondo”. In mostra sono presenti anche alcune opere inedite, tra cui un rarissimo dipinto a olio su tela dell’artista ivoriano.

Nutrita la mole di documenti autografi e delle foto storiche, moltissime delle quali inedite e prestate per la prima volta dalla famiglia. In mostra anche numerosi testi poetici e saggi scritti dall’artista, epistole e curiosità, come il bozzetto originale dell’orologio progettato da Bouabrè per Swatch.

L’esposizione racconta anche l’amicizia tra l’artista africano e Alighiero Boetti. Boaubrè infatti ha intrattenuto con Boetti un rapporto di scambio, approfondito in mostra attraverso una sezione apposita, con dipinti che i due artisti si sono reciprocamente dedicati, foto e testi.

Un mostra visibile online

In considerazione degli ultimi provvedimenti emergenziali che non permettono l’apertura dei musei per tutto il mese di aprile, la durata dell’esposizione è stata prorogata fino al 13 giugno 2021.

Per tutto il mese di aprile la mostra sarà fruibile virtualmente da parte del pubblico attraverso visite guidate online, virtual tour, pillole video e attività digitali che saranno tempestivamente comunicate sul sito www.fondazionebmluccaeventi.it e sui canali social della Fondazione Banca del Monte di Lucca e del Palazzo delle Esposizioni.

 

 

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