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Ritorno al Futuro II arriva nel 2015? Cinque eventi della Toscana dell’89

Il 21 ottobre 2015 è il ‘fatidico’ giorno del viaggio nel futuro del film cult di Zemeckis con Michael J Fox e Christopher Lloyd

Ritorno al Futuro al cinema

Un giorno talmente tanto aspettato da diventare evento a sua volta, pur essendo ‘solo’ una data all’interno del film cult per la generazione degli anni ’70 ed ’80. Il 21 ottobre 2015 è il giorno in cui Doc, Marty e Jennifer – i protagonisti di “Ritorno al Futuro – Parte II” – sbarcano nel futuro con la mitica DeLorean che, dopo il viaggio nel passato nel primo capitolo della serie, è stata potenziata e si alimenta ad immondizia.

Nel 2015 immaginato dalla pellicola sono molte le ‘inesattezze tecnologiche’ immaginate nel 1989 e che non si sono realizzate (o non ancora prodotte): nessuno skateboard o macchina volante a giro (anche se dopo lo scandalo la Volkswagen potrebbe esser costretta ad accelerare su quel fronte produttivo) e le scarpe ‘auto-allaccianti’ hanno trovato solo una piccola produzione Nike nel 2011, anche se solo a scopo benefico. Pienamente indovinate invece le previsioni su occhiali interattivi (come quelli realizzati da Google), film in 3D (ormai ampiamente diffusi) e video-chat, una certezza tecnologica da diversi anni.

Ma se il futuro immaginato dal film è ben ricordato da tutti, ecco cinque momenti del ‘viaggio inverso’, nella Toscana di quando uscì il secondo capitolo della saga, cioè quel 1989 caratterizzato dalla caduta del Muro di Berlino, ma non solo.
Chi, oggi, non sa cosa sia la “sindrome di Stendhal“? Eppure nel marzo del 1989 fu proprio la psicoanalista fiorentina Graziella Magherini a teorizzare – dopo una lunga serie di studi – il retroterra psichico che causala sindrome a livello emotivo.
In quei stessi giorni si fa strada una vera rivoluzione geopolitica che comprenderebbe parte della Toscana. Si afferma, almeno a livello locale, l’ipotesi della costituzione di un’immaginaria provincia della Lunezia – evoca la Lunigiana ed il il nome dell’antico porto romano di Luni sul Tirreno – che racchiuderebbe le province di Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Mantova, Cremona, La Spezia e della toscana Massa Carrara. La proposta, molto originale, cerca una validità scientifica attraverso l’ateneo di Parma, a cui i promotori chiedono di elaborare un progetto tecnico; inoltre, per il consenso popolare, gli stessi annunciano un referendum consultivo per tastare il polso della fronda. L’iniziativa rimarrà dispersa nei rivoli dei continui cambi degli esecutivi nazionali tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90.
Ma l’estate del 1989 è anche quella del tramonto della variante urbanistica di Firenze firmata da Fiat e Fondiaria. Con la conseguente crisi municipale, va a monte un progetto che l’allora consiglio comunale si apprestava ad approvare a dispetto del piano regolatore e contro il quale da anni protestava la cultura urbanistica fiorentina.
Nel cinema, Roberto Benigni vince nel 1989 il suo primo David di Donatello come miglior attore protagonista ne “Il piccolo diavolo”, realizzato un anno prima e presentato al Festival di Cannes. Esattamente dieci anni dopo, nel 1999, lo stesso Benigni sorvolerà l’Oceano per andare a ricevere i tre Oscar de “La vita è bella”.
Nasce e si diffonde in tv nel 1989 anche il successo di “Vernice fresca”, trampolino di lancio – nel corso dei quattro anni di programmazione televisiva – di un’intera generazione di comici toscani che, tra alterne fortune, ancora oggi sono protagonisti sulla scena nazionale.

 

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