Rivoluzione rosa nelle campagne: crescono imprese femminili

Maria Cristina Rocchi confermata alla guida di Donne Impresa Coldiretti: 1 impresa agricola su 3 è guidata da una donna

Nelle campagne toscane 1 impresa su 3 è rosa ma non è questa la notizia. La notizia è la capacità delle imprese dirette da donne ad affrontare la crisi e a sfruttare con particolare intelligenza tutte le opportunità offerte dalla multifunzionalità che in agricoltura si sta rivelando un fattore di successo trasversale. A queste “capacità” imprenditoriali vanno sommate la creatività, l’intraprendenza e l’elasticità intellettuale che permettono alle imprese rosa di soffrire meno e reagire con tenacia e positività ai sali e scendi dello spread come alle difficoltà dei mercati e del calo dei consumi. Le imprese rosa sono più forti della crisi grazie alla loro propensione all’innovazione e alla diversificazione delle attività che spaziano dall’agricoltura tradizionale alla fattoria didattica, dalla vendita diretta all’agriturismo fino al benessere, al recupero di antiche varietà animali e vegetali, alla trasformazione e al confezionamento dei prodotti.

La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sono le principali ragioni che spingono le donne a investire sull'agricoltura. Per Maria Cristina Rocchi, Responsabile Regionale Donne Impresa di Coldiretti il futuro delle imprese agricole sarà sempre più rosa: “Questo non significa che le imprese gestite da donne non sentono o non avvertono la crisi; sono anni complicati per tutti, lo sarà ancora il 2013, anche per le imprenditrici, ma le donne al timone delle imprese agricole hanno saputo cogliere tutte le sfumature e le opportunità della multifunzionalità. Questo le ha rese elastiche e meno inclini alle turbolenze economiche, perchè capaci di produrre ma anche di fornire servizi per la comunità”.

Viterbese di nascita ma senese di adozione, la Rocchi è stata confermata Responsabile Regionale del movimento femminile di Coldiretti. Sono state elette Vice Presidente di Donne Impresa Elena Giannini (Lucca) e Michela Nieri (Pistoia). E’ di Massarosa, in Versilia, la Giannini, socia-floricoltrice dell'azienda Versil Green Società Agricola che produce principalmente fronde di eucalipto con metodo biologico per il mercato estero. Produce invece mais, girasoli, grano e sorgo l’azienda della Nieri a Monsummano Terme. Del Comitato fanno parte Elena Bertini (Arezzo), Antonella Rastrelli (Firenze-Prato), Rita Ferrini (Grosseto), Laura Lepri (Livorno), Silvia Bellè (Massa Carrara), Laura Chiellini (Pisa).

Titolare di un'azienda multifunzionale a Torrita di Siena che produce cereali, vino e olio, la sua azienda è anche agriturismo. Ed anche quest’ultimo è un elemento caratteristico delle imprese rosa: “Almeno il 60% delle imprese agricole femminili è anche agriturismo, una buona fetta sono fattorie didattiche e svolgono attività rivolte agli ospiti e ai bambini – analizza la Rocchi – e questo sarà uno dei punti centrali delle nostre azioni per l’imminente futuro”. Il Movimento di Donne Impresa punta in Toscana ad avvicinare il mondo della scuola primaria e secondaria all’agricoltura attraverso progetti che permettano alle giovani generazioni di “conoscere il territorio, apprezzare la qualità delle produzioni che esprimo, consumare consapevolmente il cibo che ogni giorno finisce nel loro piatto sapendo sceglierlo, rispettare l’ambiente ed il contesto in cui vivono – spiega ancora – in questo senso inviteremo per veri e propri workshop ed open day dirigenti ed insegnanti nelle nostre aziende. Daremo l’opportunità a centinaia di educatori di venirci a trovare e li inviteremo a portare classi e gruppi”.

La formazione assumerà un ruolo fondamentale per “migliorare” l’offerta
: “condivideremo la nostra esperienza con quella di altre imprenditrici di tutta Italia – confida –, ci scambieremo know out imprenditoriale e ci studieremo per rafforzare le nostre imprese”. Il raggio di collaborazione sarà potenziato costruendo percorsi di condivisione con il movimento di Giovani Impresa, Pensionati e Terranostra. Ad avvicinare tante donne all’agricoltura è la possibilità “per le mamme di conciliare lavoro e famiglia e di crescere – spiega la Rocchi – la propria prole in un ambiente sano”. L’esempio della Rocchi, come quello di migliaia di altre imprenditrici, è stato ed è stimolo per molte giovani a cui piacerebbe investire in campagna: “fatelo con passione – conclude – è un lavoro che da tanto ma che chiede anche tanto impegno”.

17/01/2013