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Rossi: una giornata tra Lucca e Firenze a sostegno dei giovani

Il presidente ha incontrato i giovani a Lucca e poi al Teatro Verdi di Firenze. Lì ha dato il benvenuto ai 1000 ragazzi del servizio civile

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Una giornata di full immersion insieme ai giovani toscani quella del presidente della Regione Enrico Rossi. In mattinata una visita a Lucca dove è in corso in questi giorni Dire & Fare, la fiera della Pubblica Amministrazione capace d’innovare. Lì il presidente ha raccolto le domande dei ragazzi scritte su tanti post it colorati appicciccati via via su una grande bacheca. Tante le richieste su opportunità di lavoro, su stage, tirocini, sul futuro e un’ora e mezzo abbondante per spiegare le opportunità del progetto Giovanisì che la Regione ha messo in piedi per dare una prima risposta ai problemi dei giovani, per aiutarli “a spiccare il volo, uscire di casa e rendersi autonomi”.

"Un consiglio?"- ha chiesto Rossi – “Non dite no ad un’offerta, anche se non è proprio la vostra scarpa. L’importante a volte è cominciare, poi il mondo gira. L’importante è combattere lo sfruttamento e non fare concessioni a chi, ad esempio, utilizza giovani stagisti per risparmiare su un contratto da apprendistato”.
Secondo lei, quanti di noi tra cinque anni avranno un lavoro stabile?” ha domandato un ragazzo su uno dei post it in bacheca. In Toscana non trova lavoro un giovane su quattro, è la risposta del presidente Rossi, in Italia un pò di più, il 30 per cento.Ma dobbiamo seguire la passione o la strada imboccata con il corso di studi?” ha chiesto un altro studente. "Passione e ragione devono bilanciarsi a vicenda- dice Rossi- ma senza passione si rischia di andare poco lontano".
Il presidente ha raccontato i suoi dubbi dopo la laurea in filosofia. “Volevo provare a fare l’assistente all’Università, ma c’era appena stata la stabilizzazione e posti non ce n’erano. Ho fatto una domanda per una cattedra da insegnante al provveditorato di Lecco. Ho iniziato anche a scrivere su un giornale locale. Poi mi è stata offerta la possibilità di fare il vice sindaco a Pontedera ed ho scelto la politica”. C’è stato spazio anche per raccontare la giornata tipo di un presidente di Regione. “Sveglia tra le cinque e mezzo e le sei, lettura dei giornali sull’Ipad, doccia, colazione e poi al lavoro, fino a sera”. Quindi il premio: ‘un annafiatoio’ consegnato a Rossi dagli organizzatori del ‘Dire e fare’ per come la Regione, con il progetto Giovanisì, ha saputo coltivare l’innovazione e il futuro.

Rossi si è trasferito nel pomeriggio al Teatro Verdi di Firenze, dove era atteso da circa 1000 giovani che hanno iniziato da poco il loro percorso di servizio civile.  A guidare l’incontro Federico Russo, fiorentino, 31 anni, scrittore e conduttore di Radio Deejay e MTV. La Toscana è oggi la regione italiana in cui sono più numerosi, oltre 2000, i giovani che hanno scelto questo servizio, aderendo ai bandi regionali (1500 ragazzi tra ottobre e il prossimo gennaio) o a quelli nazionali. Ed è una delle poche regioni italiane (sette in tutto) che si è dotata di una apposita legge.

Cosa avrei desiderato da giovane? Un servizio civile così, invece di passare la giornata a battere il passo in divisa” ha risposto il presidente Rossi a uno dei tanti post it attaccati alla bacheca del Verdi. “Rendersi autonomi, mettersi alla prova, stare nelle società a fare qualcosa per gli altri: ecco cosa può essere il servizio civile – ha proseguito il presidente Rossi – Vorrei che per tutti i ragazzi toscani questa opportunità diventasse un diritto”.

Sono saliti in tanti sul palco del Verdi per raccontare la loro esperienza. Elena Bussolotti e Michela Salvadori prestano servizio alla Misericordia di Montepulciano, aiutano i bambini disabili sia a scuola che a casa. "E’ un’esperienza che mi arricchisce" – ha spiegato Elena ai microfoni di intoscana.it- "mi sento utile e mi piacerebbe continuare a lavorare in questo settore anche in futuro". "I miei genitori all’inizio non capivano, mi chiedevano il perchè di questa scelta, ora che mi vedono così felice mi invitano a proseguire" ha raccontato Michela.
Esperienza diversa ma ugualmente appagante quella che hanno intrapreso Lorenzo Frassinesi e Daniele Ramadan. Entrambi hanno iniziato il loro anno di servizio civile presso l’Unione Inquilini di Pisa. "L’emergenza casa è un problema reale, lavorando in questo campo me ne rendo conto e posso fare qualcosa per chi ha bisogno" ha sottolineato Lorenzo. Daniele, studente di Economia ha scelto la strada del servizio civile anche per aprirsi una strada in più nel mondo del lavoro: "mi sta dando tanto questa esperienza, l’ambiente è stimolante, mi piacerebbe, un domani, lavorare in questo campo", ha raccontato.
 
Il servizio civile regionale può essere svolto da giovani che rientrano nella fascia di età compresa fra i 18 e i 30 anni, residenti o domiciliati per motivi di studio o lavoro in Toscana, anche figli di genitori stranieri con regolare permesso. Per i diversamente abili la fascia di età è ampliata dai 18 ai 35 anni. Per questi giovani è previsto un contributo di 433 euro mensili per 12 mesi. I settori in cui hanno iniziato ad operare i ragazzi presenti al Verdi sono la sanità, l’ambiente, l’istruzione, la cultura, l’aiuto alla persona, la protezione civile, l’immigrazione, la tutela dei consumatori, le pari opportunità, il commercio equo e solidale, l’amministrazione della giustizia.

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