Cultura/

Prato piange Roberta Betti, paladina del teatro Politeama

Grazie al suo tenace e coraggioso lavoro, Roberta Betti aveva scongiurato, alla metà degli anni ’90, che la sala nel centro storico di Prato diventasse un parcheggio

Roberta Betti
È uscita di scena Roberta Betti, una donna coraggiosa e tenace, amante della cultura e del teatro, deceduta il 22 gennaio, nella sua Prato. Era stata lei a scongiurare, alla metà degli anni ’90, che l’ex sala Banchini di via Garibaldi, oggi teatro Politeama, diventasse un parcheggio. Una storia esemplare, la sua, che ha dimostrato al mondo come la passione per una cosa preziosa, bene comune, si possa salvaguardare mettendo insieme le forze, i denari e le energie.
 
Roberta Betti era nata 89 anni fa nella città del tessile, era ragioniera e una vera musicista. Aveva lavorato molti anni come imprenditrice nel settore dei servizi, ma la sue vere passioni erano la musica e il teatro. Si era esibita in molti spettacoli al Teatro Metastasio, per i quali aveva composto le musiche e curato la parte organizzativa e, sempre come compositrice, aveva collaborato con importanti cantanti. Tanti anche i ruoli  amministrativi in campo culturale: era stata membro del consiglio d’amministrazione della Banda Musicale Chiti, della Società Corale Guido Monaco, del Teatro Metastasio, del quale era diventata, in anni recenti, anche vicepresidente.
 
Ma Roberta Betti sarà ricordata  soprattutto per la sua battaglia per impedire la chiusura della ex sala Banchini, e il rilancio della stessa come Teatro Politeama, diventato fiore all’occhiello nella proposta culturale toscana e sede della scuola di musical Arteinscena. Una storia raccontata nel documentario di Francesco Ranieri Martinotti, La donna che riapriva i teatri, a lei dedicato, che consentirà  al pubblico di domani di conoscere la vita di una donna eccezionale, che ha realizzato un’impresa ritenuta da tutti impossibile, superando difficoltà economiche, la diffidenza e il pregiudizio.

 

 

 

I più popolari su intoscana