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Sinfonico Honolulu a Firenze: tra il mare e la poca voglia di lavorare

Sabato 30 gennaio nove ukulele sul palco del Glue Alternative Concept Space tra vecchi successi e pezzi inediti

Nove ukulele, basso e percussioni si potrebbe riassumere così l’avventura incredibile di alcuni livornesi matti e scelleratissimi (non poteva essere altrimenti) che qualche anno fa si sono imbarcati nell’aventura che ha preso il nome di “Sinfonico Honolulu”. Undici musicisti che hanno suonato in oltre cento palchi in tre anni, fra cui Carroponte Festival, Mi Ami, Artivive, Asti Musica, Blue Note, Auditorium Parco della Musica, Teatro Goldoni di Livorno. Nel 2013 hanno inciso  “Maledetto Colui che è solo” con Mauro Ermanno Giovanardi, disco premiato con la Targa Tenco. Adesso tornano alla ribalta con il loro primo album di inediti “Il sorpasso” ispirato all’omonimo film di Dino Risi. Sabato 30 gennaio sperimenteranno il palco del Glue di Firenze, noi intanto siamo andati a interrogare amichevolmente uno degli “ukulelisti” Giorgio Mannucci.

Ciao Giorgio! Com’è nata l’avventura dei Sinfonico Honolulu?
L’idea è venuta a Filippo Cevenini, voleva proporre vecchi classici della musica mondiale in chiave “ukulelista”. L’orchestra è nata sul modello della The Ukulele Orchestra of Great Britain, siamo partiti facendo cover di David Bowie, Lou Reed, Beatles, Rolling Stones e molti altri. Poi sono successe varie cose, l’apice è stato sicuramente l’incontro con Mauro Ermanno Giovanardi.

“Il Sorpasso” è il vostro primo album di inediti, ho letto in giro che scrivete tutti, come fate a non litigare?
Realisticamente in questo lavoro sono emersi due scrittori per la musica e per i testi che sono Luca Guidi e Luca Carotenuto che è uno dei tre cantanti insieme a Steve Sperguenzie e il sottoscritto. Scriviamo tutti nel senso che tre-quattro musicisti dei Sinfonico sono abituati a scrivere musica originale, abbiamo tutti progetti paralleli. C’era la voglia di inizare a mettersi alla prova scrivendo canzoni originali, senza apoggiarsi ancora alle cover.

Avete mai immaginato quando avete inizato che avreste avuto questo successo?
Per quanto ci riguarda l’idea di tirare fuori delle canzoni solo per ukulele e basso acustico è stata la nostra forza. Siamo riusciti a conquistare un pubblico di età diverse. I live sono molto divertenti e la gente resta colpita. Anche l’abbigliamento è un altro valore aggiunto.

Da Piero Ciampi fino a Bobo Rondelli, Virginiana Miller, Gatti Mezzi, voi…insomma mi sembra che negli ultimi anni Livorno sia diventata una vera e propria fucina di talenti musicali, come mai secondo te?
Sarà il mare, non lo so. Molti giovani suonano ma non sono spinti dalla voglia di riprodurre cose già sentite, hanno la pretesa e il coraggio di scrivere cose originali. Forse questo accade più che in altre città. Io penso che sia il mare e la poca voglia di lavorare. Qui negli anni ’50-’60 erano tutti pittori, almeno tre generazioni fa ci si concentrava sulla pittura, ora sono tutti musicisti.

A rendere ancora più “frizzante” la serata del Glue, Alessio Giurintano e Massimo Montigiani del Jumon Studio di Firenze saranno a disposizione tutta la sera per disegnare e regalare le caricature dei presenti.

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