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Sociale e salute “integrati” Prima volta in Toscana

La giunta regionale ha approvato il piano integrato sanitario e sociale 2012/2015. Adesso la parola passa al Consiglio

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Gli assessori Daniela Scaramuccia (diritto alla salute) e Salvatore Allocca (welfare e politiche per la casa) hanno presentato il nuovo Piano nel corso di una conferenza stampa, e illustrato gli obiettivi e le strategie che guideranno le politiche sanitarie e sociali dei prossimi quattro anni. Sottolineando, appunto, le due novità. Per la prima volta il Piano è sanitario e sociale insieme, con una forte integrazione che, accanto a capitoli strettamente sanitari – screening, lotta ai tumori, rete ospedaliera, rischio clinico, malattie croniche, ecc. -, ne vede altri squisitamente sociali, come i diritti di cittadinanza, il diritto alla casa, il contrasto alla fragilità e alla disuguaglianza, in una logica di pensiero e di stesura univoca. E per la prima volta è stato costruito in modo partecipato. La redazione del PSSIR è stata preceduta da una “fase di ascolto”: una serie di incontri che, con la collaborazione di Anci, Uncem, Upi, Società della Salute, nei mesi passati hanno coinvolto cittadini, professionisti, operatori, amministratori. Il Piano è stato formulato anche sulla base di quanto è emerso da questi incontri.

Dare salute ai toscani. Il risultato sono 367 pagine in cui la sfida di “dare salute” ai cittadini toscani è declinata in tutti i possibili settori sanitari e sociali. Ma il punto focale è il diritto alla salute della persona. Uno studio canadese ci dice che a costruire salute e benessere contribuiscono per il 15-25% i servizi socio-sanitari; per il 10-20% la genetica; e per il 50-60% ambiente, cultura, economia. Studi condotti negli anni passati hanno dimostrato che i comportamenti adottati e le disuguaglianze sociali, culturali, economiche, incidono sul livello di salute delle persone. Quindi l’integrazione tra tutte le politiche rappresenta in questo Piano l’obiettivo per perseguire e raggiungere nuovi risultati di salute.

Un sistema sanitario a misura della persona. Per garantire un accesso che sia realmente equo, è importante che la sanità riconosca le peculiarità di ciascuna persona, con le sue specificità di tipo sociale, economico, culturale, per garantire risposte adeguate ed efficaci. La sfida è comprendere che diversi individui affrontano in maniera diversa il proprio percorso di salute.

“Voglio sottilineare che per questo Piano non si parte da zero, ma si fa tesoro dei Piani sanitari precedenti – osserva l’assessore Daniela Scaramuccia – In Toscana partiamo da una realtà molto buona. Ma la sfida comunque c’è. Per vincere le tante sfide che l’attuale situazione socioeconomica ci lancia sono necessarie scelte oculate, ma decise, che non consentano di disperdere energie e che siano capaci di segnare il passo al cambiamento di scenario fondamentale per la sostenibilità e lo sviluppo del sistema. La scelta di integrare le politiche sanitarie e sociali, assunta in tempi meno difficili, rappresenta un valore e un’opportunità per il sistema. Il nostro obiettivo è costruire salute: non solo come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo ben-essere, secondo le indicazioni dell’Oms. Prima di tutto dobbiamo avere la consapevolezza che scegliamo di vivere in salute o in malattia con le nostre scelte di vita quotidiana. Quindi anche il cittadino è chiamato a svolgere un ruolo di protagonista per il suo benessere”.

“Uno degli elementi centrali del Piano – dice l’assessore Salvatore Allocca – è il rafforzamento del processo di integrazione, basato sul concetto di salute non soltanto come mancanza di malattia, ma anche come benessere psico-fisico e relazionale. Un altro aspetto da evidenziare è la persona al centro del sistema. Per quanto riguarda il sociale, che ancor più della sanità soffre della diminuzione delle risorse, diviene necessaria e obbligata la costruzione di un nuovo modello, che abbia come obiettivo l’equità della distribuzione delle risorse e la capacità di intendere il sociale non solamente come prestazione di servizi, ma anche come capacità di mettere mano alla crisi sociale che ha determinato le tante solitudini che stanno attraversando la nostra società. L’aver affrontato un piano quinquennale – sottolinea ancora Allocca – in una condizione di crisi e di instabilità, sia economica che legislativa, è una sfida difficile quanto necessaria, perché proprio in una condizione di incertezza è indispensabile dotarsi di una bussola per governare il processo”.

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