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Sport: la Toscana adotta i defibrillatori salva-vita

Dal 2015 saranno obbligatori nei 5 mila impianti sportivi sparsi per la regione

defibrillatore

Defibrillatori obbligatori nei 5 mila impianti sportivi della Toscana. Lo ha stabilito una legge di civiltà, approvata nell’aprile scorso dal Consiglio regionale, che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2015. L’iter normativo, iniziato nel 2011 con una proposta dei consiglieri Paolo Marini (FdS – Verdi) e Loris Rossetti (PD), partì sulla scorta di un fatto shock di cronaca locale che raccontò la morte di Nicola Pasquini, un giovane sportivo colpito da arresto cardiaco durante una partita di calcio.

Alcuni dati spiegano l’importanza della norma licenziata dall’assemblea toscana. Ogni anno muoiono in Italia 57 mila persone per arresto cardiocircolatorio, prevalentemente nella fascia 45-65 anni. Dal 2006 al 2012 sono 592 i morti di sport in Italia (566 uomini, 26 donne), il 35 per cento giocando a calcio o calcetto, ma il dato più significativo è che possono essere salvate dal 20 al 40 per cento delle persone colpite da arresto cardiaco se, entro sei minuti, si interviene con le tecniche di respirazione e l’utilizzo del defibrillatore.

L’Italia è ancora indietro nella cultura degli interventi salva-vita. In molte città europee i defibrillatori si trovano nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, da noi hanno cominciato ad adottarli i centri commerciali. La legge regionale, dunque, fa un passo avanti e disciplina la presenza obbligatoria dei defibrillatori nei luoghi pubblici dove le persone si dedicano ad attività motorie e sportive, occasione frequente purtroppo di attacchi cardiaci.

La legge definisce nei dettagli l’ambito di applicazione, la formazione, la vigilanza e le sanzioni. La norma si applica agli impianti gestiti da soggetti pubblici; gli impianti aperti al pubblico, previo pagamento di un corrispettivo per l’utilizzo della stessa struttura; gli impianti destinati a qualunque titolo all’utilizzo da parte di associazioni e società sportive, dilettantistiche o professionistiche. I gestori hanno l’obbligo di dotarsi dei defibrillatori, mentre le aziende sanitarie prendono in carico la formazione che è gratuita.

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